Rassegna storica del Risorgimento
BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno
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1934
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pagina
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246
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246 Attitiìtìo- Ctop(*grm!ii
con un governo costituzionale e dopo la sua morte e quella di suo fratello, che non ha figliuoli, la successione di entrambi sarebbe attribuita ali9arciduca Francesco. Accenno a questa idea come indicante un modo di stabilire un regno d'una certa forza che possa costituire una barriera ed un ostacolo <c per l'ima o per l'altra delle grandi potenze . Questa idea, che certamente era una sua veduta personale, si ricollega a quella già espressa nel citato dispaccio da Palermo (gennaio 1814).
Sin dal 1811 il maresciallo Vittorio Saliier de la Tour, gentiluomo piemontese che finì ai servigi di Bentinck in Sicilia dopo aver partecipato alla spedizione di Alicante, aveva prospettato in un memorandum al Bentinck a l'opportunità per l'Inghilterra di suscitare una guerra nazionale italica come aveva fatto in Ispagna e nel Portogallo , e suggeriva all'uopo la formazione di un corpo di truppa italiana (nucleo dell'armata italiana futura), sempre favorendo la candidatura dell'Arciduca Francesco (33).
Il disegno insurrezionale d'Italia, già ventilato dal de la Tour nell'anno precedente, prese maggior consistenza, scrive lo Spadoni, allorché nel principio del 1813, in seguito all'esito disastroso per Napoleone della campagna di Russia, il Bentinck credette opportuno concretare una vera e propria organizza' zione segreta sotto l'alta direzione del Nugent e del de la Tour per la sollevazione d'Italia. La Nazione Italiana sarebbe stata libera di decidere dopo la vittoria la sua organizzazione politica futura poiché ce l'Angleterre animée d'un noble désinteresse-ment veut se borner à la soutenir et à l'assister par ses armes et ses conseils et n'aspire aucunement à la dominer . Si annunciava solo, per ingraziarsi il clero, il ristabilimento del Santo Padre, cosa che non era inconciliabile con l'ordinamento futuro (34).
Questo progetto non naufragò per colpa del Bentinck ma perchè l'Inghilterra, ottenuta la partecipazione dell'Austria alla guerra comune contro Napoleone, le accordò, col trattato di Praga, mano libera in Italia.
(33) Ibìd. pag. 409.
(34) tbid. pag. 420.