Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <249>
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Vunità d'Italia nel pensiero di lord William Bentinck 249
per conferire col Bentinck, aU'arrivo del Mac Farlane fu richia­mato ed ebbe un colloquio con lui (42).
Verso la fine di aprile i generali murattiani si riunirono a Borgo S. Donnino presso Carascosa, che aveva allora il comando in capo delle truppe, e cospirarono di reclamare dal re la Costi­tuzione. Non osando formulare la richiesta direttamente, invia­rono Filangieri da Bentinck a Genova. Questi sembrò prestare favorevole ascolto alle loro proposte, ma quando, a prezzo del suo concorso, pose come condizione il ristabilimento dei Borboni, ì generali rifiutarono (43). Bentinck come non desisteva dalla sua propaganda costituzionale (il conte di Mier lo chiama in un dispaccio proneur enragé de constitutions ) e insurrezionale, cosi non desisteva da ogni tentativo e da ogni trama pur di procacciare la rovina di Murat.
Al generale La Vauguyon, che si recava a Parigi con istru­zioni di Murat, avanzò così singolari proposte che il generale tornò indietro. Al Murat egli riferì che Bentinck riconosceva la sincerità delle simpatie generali che il re di Napoli aveva sa­puto conciliarsi in tutta la penisola e lo scongiurava di non rinunziare alla grande idea d'unità italiana, ma di mettersi di persona alla testa del movimento. L'Inghilterra lo avrebbe pro­tetto e sostenuto. Ma al re e specialmente alla regina queste sbalorditive offerte suscitarono i più vivi sospetti e subito subo­dorarono il tranello di esaltare il re e spingerlo a qualche passo falso onde metterlo in urto con l'Austria e perderlo (44).
Due sono le idee dominanti del Bentinck: costituzione ovvero indipendenza e avversione a Murat. Murat vittorioso significava l'Italia soggetta, e Bentinck non vuole. Sin dal 1813, dopo il fallimento delle trattative di Ponza, scriveva al prin­cipe ereditario di Sicilia: ce Je suis faché que le resultat n'ait pas été plus f avorable. Il faut mettre la division entre ces a grands personnagea avant qu'on peut les commander. La con­ce fusion ne peut nous produire que du bien (45). Ora a lui dispiaceva il fallimento di quelle trattative, non per i vantaggi che gli alleati potevano ripromettersi dalla cooperazione murat-
(42) WEII,, Murat roi de Naples, Paris. Fontcmoing, 1909, voi. I, pag. 56.
(43) WEII., op. eh. pag. 60 e 61.
(44) Casa Reale, voi. 1440.
(45) NICOMKDB BIANCHI, Storia della diplomazia europea, Torino, 1865, voi. I.