Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <250>
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250 Antonio CapograssL
liana, ma perchè intravedeva la rottura che da esse sarebbe insorta fra Murat e Napoleone. Inoltre, consapevole del tem­peramento volubile del re di Napoli, presentiva l'arruffarsi dei rapporti fra i due cognati. Lo presentiva e lo desiderava, ma non tanto per il danno di Boa aparte, quanto per perdere Murat. Compromessosi col cognato, quando ancora la sorte dell'aquila era incerta, Murat non poteva che correre alla sua rovina. Per­duta la guida e il centro con l'Imperatore, Murat, smarrito, avrebbe provveduto egli stesso a pregiudicarsi coi nuovi alleati. Bentinck tentò in tutti i modi di perderlo: la vera ragione del cozzo fra lui e Murat fu il problema dell'assetto futuro del­l'Italia. *" jj,* Irrm?.. W
Ma fu proprio la politica italiana che a sua volta perdette Bentinck. Napoleone, che per lui era il despota, l'odiato tiranno, per una ironia della storia, lo trascinò seco nella sua caduta. L'Inghilterra, cessata la perigliosa condizione della potenza napoleonica, dalla quale dipendeva l'esistenza stessa della Gran Brettagna, e dominata dalla paura del ritorno d'un passato can­cellato per sempre, dimentica delle sue gloriose tradizioni poli­tiche, tradì compiutamente le speranze e i diritti dei popoli e degli Stati minori. Fino a quando il colosso non era stato abbattuto, essa aveva lasciato liberamente diffondersi tra i po­poli i principii unitarii e liberali e aveva permesso che lord Ben­tinck in Italia suscitasse e mantenesse vivo il fermento nazionale e liberale, sollevasse illusioni e speranze. Ma non appena, con la vittoria sulla Francia, la Gran Brettagna ebbe accresciuta la sua potenza e la sua sicurezza, quella grande nazione non esitò a rinnegare non solo l'opera personale del Bentinck ma le promesse che i suoi uomini di Stato avevano pubblicamente vantate. Nel 1814 a Parigi lord Castlereagh ai deputati italiani che chiedevano la costituzione rispondeva di affidarsi al buon governo dell*Austria e alla sua lealtà (46).
(4(5) Questa politica dell'Inghilterra benevola verso l'Austria riappare, come ha dimostrato il Paladino, nella guerra d'indipendenza del '48. Lord Napier, rap­presentante di S. M. britannica presso Ferdinando Borbone, obbedendo evidente, mente alle istruzioni del proprio governo, prese apertamente le difese dell'Austria . Nel 1848 gli agenti del governo britannico, lungi dal favorire l'indipendenza della penisola, fecero tutto il possibile per salvare la posizione dell'Austria e per met­terla in grado di riconquistare e conservare i dominii perduti in Italia . G. PA­LADINO, // Governa napoletano e la guerra del '48, Riiuta-Miinno, Alhrighi-Segaii, 1921, pag. 16 e 40.