Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <252>
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252 sAmtonìo Ca patrassi
influenza sole possono mantenere l'ordine e l'ubbidienza al principe ereditario (49),
Ma nulla valse, Bentinck era caduto in disgrazia tanto che riemerse dalle tenebre la larva del sogno filosofico. A'Court nella stessa lettera scriveva:
Ella è al corrente, lo so, dei sentimenti dei ministri di fronte ad una lettera che lord William in modo semi-ufficiale indirizzò al prin­cipe ereditario e della quale ebbero conoscenza solo per mezzo del ministro siciliano a Londra. Sono spiacente di trovare che questa lettera ha fatto in patria una sfavorevole impressione .
Ma subito soggiunge:
Mi duole di venire a sapere che i rapporti di lord William con Murat e le disposizioni da Ini prese a Genova siano soggette a discus­sioni e non considerate interamente soddisfacenti .
Era dunque proprio la lettera al principe ereditario la causa della sua disgrazia o non veramente la sua politica svolta nel­l'Italia centrale, in Lombardia e a Genova? A Genova lo rag­giunse la lettera del generale Pino:
Milord, Votre proclamation datée de Livourne avoit electrisé les esprits des Italiens. Les Milanais ont donne l'exemple, et ne respi-rent que pour l'Indépendence. U est réservé à vous, Milord, et à FAngleterre de régénérer l'Italie, ou du moins une partie de nos contrées. Les Italiens vous offrent lem- sang, et des coeurs recon-naissans. Milord, n'abbandonez donc pas l'Italie (50).
Ma ogni potere di Bentinck era caduto. Ai primi dì maggio gli giungeva l'ordine perentorio di lord Bathurst di sciogliere l'armata britannica e di farla imbarcare a Genova, ordini di cui sir Robert Wilson scriveva al Bentinck di non poter <* conce­pire nulla di più stupido e impolitico , quando l'Italia era unanime n eli'indirizzarsi agl'Inglesi ce col linguaggio della gra­titudine e dell'affetto . E concludeva:
a Si rammenti che Ella ha forse il potere di preservare un regno dalla distruzione e l'Europa da molti mali conseguenti, che dalla decisione di questa questione molto dipenderà la futura estimazione ed influenza degl'Inglesi in Italia.
(49) Mflàii, le 29 avriJ 1814.
(50) Milano, 9 maggio 1814. Cfr. GJIXAVHESI, op. cit. pag, 163.