Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <254>
immagine non disponibile

254 Antonio Capograssi
La 6orte della Sicilia, infatti, fu abbandonata al volere di Ferdinando e la costituzione con Pannuizione dell'Inghilterra poco dopo soppressa.
Questa condotta dell'Inghilterra prova che essa fu estranea al progetto di annessione dell'isola. Essa non pensò mai al suo assetto futuro. Sino a quando sussistè il pericolo d'una occupa­zione da parte delle truppe napoleoniche, lasciò mano libera al Bentinck, il quale forse s'illuse del suo potere. H progetto di annessione fu veramente un sogno, e un sogno filosofico nel senso già chiarito, che si può condannare ma non può discono­scersi che da esso, esulava ogni personale ambizione e che era sgorgato da un sincero e fervido amore per la Sicilia e che coordinato con tutto un piano di rivoluzione e di organizza­zione dell'Italia si sarebbe dimostrato assurdo e sarebbe sva­nito nel nulla. Questo piano era nobile e grandioso : molto di­versa sarebbe stata la sorte dell'Italia sotto la protezione inglese da quella che dettero a lei cinquanta anni di austriaco dominio.
L'opera del Bentinck fu stroncata dall'egoismo inglese, che si avvalse anche della manovra del principe di Castelcicala per evocargli nuovamente contro lo spettro del sogno. Del resto non tutta la sua opera fu vana. Pare che si debba al suo impru­dente proclama, afferma Nicomede Bianchi, 6e Genova ebbe conservato al porto la maggior libertà commerciale e molte consuetudini gradite (51). La Sicilia fu in continuo fermento e i moti per la concessione della Costituzione frequenti, e viva si mantenne la passione separatista. Il 12 gennaio 1848, fra le prime città d'Italia, Palermo BÌ sollevò chiedendo autonomia e parlamento. Non vana, e come avrebbe potuto esserlo? fu l'opera del Bentinck in Sicilia e in Italia. E il Croce giusta­mente dice ce che le rivoluzioni liberali-nazionali del '48... fu­rono la prosecuzione del moto cominciato nel '15 (52).
Dopo la partenza dalla Sicilia Bentinck, in disgrazia del suo governo, rimase senza impiego. Si rifugiò a Roma e sembra che si mettesse a cospirare con Luciano Bonaparte (53). Rien­trato in patria si segnalò per una decisa opposizione al gabi-
(51) NICOMEDE BIANCHI, Storia della diplomazia europea, Torino, 1865, voi. I.
(52) B. CROCE, Storia d'Europa nel, secolo decimano, Rari, Laterza, 1932, pa­gina 170.
(53) Casa Reale, b. 402. Corrispondenza del Marchese di Fuscaldo.