Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno <1934>   pagina <261>
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Carlo II di Borbone e la iivoluzìone del 1848 a Parma 261
chessa dopo il suo ritorno da Vienna con decreto del 30 novem­bre 1847 confermava il conte Zileri a Commissario straordinario fino a nuova disposizione, ce Si persuasero facilmente scrive l'Onesti alcuni dei maggiorenti del partito liberale che uscita di vita la Sovrana il suo governo, le sue leggi, il vincolo del giuramento fossero cessati e che il popolo fosse sovrano di sé, quindi potere l'anzianato con i più eletti cittadini formare un governo fino a che il legittimo sovrano facesse conoscere la pro­pria volontà (4).
Così non eran trascorse due ore dal trapasso della duchessa che oltre 200 persone, mosse e dirette da alcuni che si erano dati convegno nel caffè Ver za, si recarono al palazzo Cantelli, ove acclamarono calorosamente il Conte; egli si unì a loro per recarsi al palazzo podestarile, ove intanto si erano raccolti sotto il portico alcuni anziani ed altri cittadini allo scopo di formare un nuovo e più numeroso civico consesso.
Il Cantelli quello stesso giorno scriveva una lettera al conte Zileri avvertendo, che egli riassumeva l'esercizio delle sue fun­zioni podestarili (5), sostenendo che morta la sovrana veniva a cessare l'incarico temporaneo del Zileri. Il custode del palazzo aprì tosto gli unici al conte Cantelli e agli amici mentre il conte Zileri, che si era casualmente poco prima assentato, avendo sa­puto rientrando ciò che accadeva si recò immediatamente dall'uf­ficiale del corpo di guardia vicino a chiedere di porre due senti­nelle all'ingresso del palazzo municipale con la consegna di non lasciare entrare più alcuno, permettendo solo di uscire libera­mente a quelli entrati. Dato quest'ordine il conte Zileri si recò dal ministro Salati e dal Direttore della Polizia a narrare l'acca­duto. Il Ministero diede ordine al comandante delle truppe e al Direttore della Polizia d'impedire qualunque atto illegale dei cittadini male intenzionati e di vigilare alla pubblica quiete. Il Cantelli con gli amici allora uscì dal palazzo, recando però seco le chiavi del medesimo. Il Ministero pubblicava il giorno dopo un editto (6), in cui dichiarava di continuare a tenere l'ammi­nistrazione dei ducati in attesa delle disposizioni del nuovo duca,
(4) ONESTI. Brevi cenni ecc.
(5) DALIA UOSA, Alcune pagine di Storiti Parmense, pag. 83, ove e
cala la lettera del Cantelli.
(6) Decreti Sovrani eac,, alla data.