Rassegna storica del Risorgimento
PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno
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1934
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pagina
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263
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Carlo II di Borbone e la rivoluzione del 1848 a Parma 263
conviene attenersi alle affermazioni dell'Onesti, che sono certamente autorevoli.
La notificazione del Ministero, che rendeva pubblico il chirografo ducale del 18, l'Avviso della Polizia che minacciava l'uso della forza contro i perturbatori dell'ordine pubblico con l'esortazione ad attendere dal principe c< quelle utili provvidenze desiderate da tutti i buoni e finalmente il proclama ducale diretto ai sudditi dato in Modena il 26 dicembre (9), in cui il principe esplicitamente dichiarava che alle istituzioni statali vigenti non intendeva apportar cambiamenti, la mancanza finalmente di risposta agli indirizzi a lui inviati dai parmigiani e dai piacentini, chiedenti riforme consentanee alle nuove aspirazioni degli Italiani (10), delusero amaramente anche i più ottimisti. Cessarono le manifestazioni patriottiche acclamanti ogni giorno il conte Cantelli, nel cui palazzo a pianterreno era stato posto un registro che si era riempito di alcune migliaia di firme di cittadini suoi ammiratori e di nemici del governo.
La massa del popolo minuto, quella che non sa e non fa politica, i conservatori della classe media e delle classi più elevate attendevano con desiderio il nuovo sovrano, timorosi della incertezza del presente, mentre i patrioti! facevano correre la voce, ancora incerta, che Carlo Lodovico appena apertasi la successione in suo favore era corso da Genova a Milano e poi a Modena per prendere concerti col governo Austriaco e con l'Estense e che con un trattato tenuto fino allora segreto del 28 novembre 1844 aveva ceduto il Guastallese e l'Oltrenza al duca di Modena, permutando questi pingui territori col Pon-tremolese e alcune terre pure in Lunigiana, contratto lesivo in sommo grado pel ducato, togliendo allo Stato un reddito annuo di circa 800 mila lire ed il valore di due milioni di beni stabili, acquistando territori quasi passivi, grillosL
(9) Edito parzialmente fa Dalla Rosa, pag. 87.
(10) Appena morta Maria Luigia i Parmigiani inviarono emissari a Piacenza per intendersi sulla condotta politica da seguire di fronte al Governo; ma avendo questo frustrati i progetti dei patriotti parmensi si pensò di compilare un unico indirizzo- delle due città al nuovo duca, ma non si raggiunse l'accordo sul testo di esso e si fini per inviarne una da Parma e uno da Piacenza. L'indirizzo dei Parmigiani è pubblicato da G. SFORZA, Carlo li di Borbone e la Rivoluzione di Parma del 1848, in Nuova Antologia, 1895, 1 agosto* p. 6. Cfr. La Patria, 1-2 gennaio 1848. Estensore dell'indirizzo parmense fu il prof. Pietro Pellegrini.