Rassegna storica del Risorgimento
PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
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1934
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267
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Carlo li di Borbone e la rivoluzione del 1848 a Parma 267
zione contraria ai principii del Governo (15), ma non pertanto la polizia doveva denunziarne sempre qualcuna in questo o quel centro cittadino. Così nel febbraio viene riferito che il parroco di S. Stefano di Piacenza, Don Giovanni Maffi pecora già segnata per le sue opinioni, per altre sue dimostrazioni e per la consorteria mantenuta con fanatici della città per le nuove cose, facendo la domenica ultima l'omelia nella sua chiesa parlò delle riforme del giorno e dell'utilità e necessità delle medesime . Egli era stato, come sappiamo, già ammonito nell'ottobre scorso dal marchese Pallavicino Governatore (16).
H medesimo Governatore avverte che colà si andava introducendo ce l'uso di certi cappelli detti all'Italiana, bassi a cono troncato, coli'al a larga leggermente piegata, con larga fascia nera e una piccola piuma nera . Egli chiede se detti cappelli, espressamente vietati dalla polizia milanese, debbono essere tollerati. Riceve subito ordine di arrestare e tenere in carcere per misura di buongoverno chi fa uso dei cappelli alla Ciceruacchia, alla Puritana, all'Emani, ecc. (17). Anche a Parma si vide qualche cappello del genere e primo con esso si fece vedere in pubblico il barone Testa. Si fecero in questo mese due sequestri di casse di libri proibiti provenienti da Capolago, di cui una diretta a Giacomo Vigani di Borgo S. Donnino. Si iniziarono trattative dal Governo per acquistare da alcuni privati le fabbriche di polvere pirica esistenti nel Pontremolese ce per misura prudenziale nei tempi correnti . Si eseguirono perquisizioni nel palazzo di Cesare Mazza Poldi e nell'officine del fabbro Fortunato Barborini sospettati di nascondere armi proibite, ma la ricerca non ebbe alcun risultato. Avendo i Padri Cassinesi di Parma celebrato un ufficio funebre per la defunta Sovrana la polizia ordinò alla censura l'esame del manoscritto dell'orazione per sospetto che in essa potesse nascondersi ce alcunché non conforme ai principi vigenti (18). Furono perquisite le diligenze provenienti più volte alla settimana da Bologna e da
(15) CRSABE DI PALMA, Parma durante gli avvenimenti del 1848-1849, Roma, Uff. Stor. del Comando di Corpo di Slato Maggiore, 1931 p. 11, ove ne è riportato
il testo.
(16) Alta Polizia, Onesti al Ministro Solati, 16 febbraio 1848 e G. DBEI, Gli
Ultimi anni etc. cit.
(17) Alta polizia, lettere del 16 e del 21 febbraio 1848.
(18) lvit Onesti e Salati, lettera riservatissima del 17 febbr. 1848.