Rassegna storica del Risorgimento
PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
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1934
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Giovanni Drci
Pontremoli. Al conduttore dì quest'ultima furono trovati fogli politici e lettere clandestine dirette a patriotti di Parma contenenti propositi ostili contro il governo e alla persona del duca. I destinatari di Parma furono ammoniti e consigliati di servirsi della posta ufficiale per la loro corrispondenza; il conduttore fu condannato secondo la legge riguardante la posta delle lettere. L'Onesti afferma nella sua Memoria di non avere mai la Polizia sotto la sua direzione violato il segreto epistolare, manomettendo le lettere degli uffici postali, né infatti ciò risulta dai documenti conservatici. La polizia sotto la direzione del suo antecessore violando la posta delle lettere riusci a scoprire quali erano nel ducato gli informatori del Giordani, allorché egli si trovava in Toscana. La tal modo la polizia di Modena scopri che il Direttore del giornale parmigiano Il Vendemmiatore , il dott. Bacchi, inviava corrispondenze impostate a Gustali a con falso nome ad un tale di Lucca da servire pel giornale La Riforma , contrario al governo parmense. Eppure il governo non solo non sospese il giornale del Bacchi, ma neppure lo condannò limitandosi ai soliti ammonimenti.
L'Austria intanto spaventata dagli avvenimenti politici d'Italia e di Francia induceva i duchi di Parma e di Modena ad una lega offensiva e difensiva con un trattato del 4 febbraio 1848 (19), mentre da Piacenza giungevano a Parma circa 700 soldati Ungheresi.
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Gli atti di opposizione dissimulata al duca e all'Austria si intensificavano. A Piacenza per iniziativa segreta di alcuni nobili si celebrò un ufficio funebre in suffragio delle vittime austriache di Milano; la funzione propiziatrice fu ripetuta con maggiore solennità nella chiesa di S. Cristina di Parma per le vittime Lombarde e Napoletane, funzione compiuta dice l'Onesti con molta serietà ed ordine (20).
(19) Carte Segrete, Trattati. La Convenzione fa ratificata a Vienna il 28 flibraio 1848. H Di PALMA, Op. cit., ne riporta il testo a p. 10.
(20) A questo proposito egli scrive: La polizia non poteva né doveva mettersi In apprensione, poiché erano espiazioni proprie di cattolici e lodevoli per se stesse, senza por mente allo spirito con coi si facevano; tuttavia coloro che