Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno <1934>   pagina <270>
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Giovanni Drei
affollata ce cou la scolaresca si erano raccolti altri giovani del popolo e uomini e donne di ogni classe tutti in gala decente . Terminata la messa conventuale, mentre spegnevansi i lumi del­l'altare, un giovane intonò l'inno seguito dal coro dei presenti, leggendo poi l'oremus, e incastrandovi Vinvocazione di far libera VItalia . La folla uscita si sparse in via S. Michele al pubblico passeggio commentando lietamente l'avvenimento.
Proprio quella mattina un corriere portava alla corte l'editto del Granduca di Toscana, che concedeva la costitu­zione. La notizia commosse vivamente Carlo II, il quale era: facile ad impaurire per carattere pusillanime, o reso tale pei mali nervosi da cui era affetto (22). Il Direttore di Polizia, incontrato presso il proprio ufficio un amico persona assai accesa, ma di grande prudenza , gli comunicò la notizia racco­mandandogli d'adoperarsi a persuadere i giovani a por freno alla loro gioia, a non esagerare nelle manifestazioni, per non spin­gere il duca a maggior reazione. Ma i consigli, venuti dalla Polizia, a nulla giovarono., poiché la gioventù, lieta del successo della manifestazione antimeridiana in S. Giovanni, organizzò subito pel pomeriggio un corso in carrozza facendo passare il corteo innanzi al palazzo ducale. Alcuni giovani corsero alle ville vicine per esortare la popolazione ad intervenire all'inso­lita festa.
La Polizia ne preavvisò subito il duca accertandolo che dalla popolazione non si aveva altro animo che di palesare a lui desideri e speranze, che essa avrebbe voluto dalla benignità del suo sovrano adempiuti . Dalla corte e dal governo non giunse alcun ordine al direttore Onesti, né per impedire, né per reprimere la manifestazione.
Egli però di sua iniziativa rinforzò i corpi di guardia e tenne pronti i dragoni. Il concorso delle persone delle classi civili fu assai numeroso, scarso quello del popolo minuto urbano e forese. Questo era grato allora al duca per la beneficenza cospicua largita il giorno prima, che concedeva l'amnistia pei reati comportanti una pena non superiore a tre mesi, il condono delle multe dovute al tesoro statale e la restituzione gratuita di tutti i pegni del valore non superiore a cinque lire nuove di Parma (23). IH I
(22) ONESTI- Brevi cenni eie
(23) Decreti Sovrani, Motuproprio dell'I! febbraio 1848, comunicato dal Mi­nistro Cornacchia con editto del 12 febbraio.