Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno <1934>   pagina <271>
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Carlo II di Borbone e la rivoluzione del 1848 a Parma 271
Lasciamo descrìvere la manifestazione dallo stesso Onesti: ce Oltreché per l'affluenza delle persone a piedi brillava il corso pel gran numero di carrozze a festa, popolato d'uomini e di donne ornate di tutto punto nella persona e nel capo di pom-cc poso vestire e di eleganti acconciature, la più parte con ad- dohbi o portanti fazzoletti a colori Italici, questi sventolati ce vivacemente e in maggior copia ogni qualvolta il corteo pas­ce sava davanti al palazzo ducale. Alcuni precettati erano dei più ce accesi nella dimostrazione. L'aspetto della popolazione era ce di grande contentezza, ne alcun grido si fece udire .
Il duca all'insolito spettacolo era assai preoccupato; il Prin­cipe ereditario era sdegna rissimo.. Fu chiamato l'Onesti, a corte; interrogato sul contegno da tenere, questi consigliò di non inter­venire con la forza, assumendo su di se ogni responsabilità. H Principe era d'avviso che si dovessero arrestare le persone che in cocchia si facevano maggiormente notare per lo sventolio dei fazzoletti tricolori, ma il duca seguì il parere dell'Onesti e la festa fini senza incidenti.
Era corsa in quello stesso pomeriggio la voce al palazzo ducale che i soci del Casino di Conversazione si sarebbero nella sera adunati per preparare un progetto di Costituzione da pre* sentare al duca e per raccogliere danaro a favore degli operai disoccupati. Non pochi dei soci di quel ritrovo erano seguaci delle idee liberali, ma nell'adunanza tenuta non si fece che rac­cogliere una somma a beneficio degli asili infantili; quando alla sera predetta il direttore lasciò il Palazzo ce ogni paura sembrava cessata nel duca , ma dalla camarilla di corte fu indotto a chiamare subito in città un presidio austriaco, e all'insaputa dello stesso direttore, giunsero infatti, come dicemmo, in città da. Piacenza il 15 febbraio circa 700 fanti. L'arrivo fece grande impressione nei cittadini e si diffusero voci di prossimi arresti dei principali partecipanti alle manifestazioni patriottiche ac­cennate. In Piacenza vi era grande calma apparente, perchè la guarnigione austriaca era temuta, ma l'agitazione occulta era stragrande (24), dovuta specialmente alla propaganda dei pie­montesi e dei lombardi. Furono ben presto noti nei ducati gli avvenimenti di Parigi del febbraio e le promesse d'aiuto agli altri popoli oppressi, li scolari erano ormai tutti aderenti al-
(24ì ONESTI, ciU