Rassegna storica del Risorgimento
PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
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1934
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Giovanni Drei
pure di persuadere il Duca non esservi altro modo per prevenire un terribile scompiglio. Ecco il progetto : a Noi Carlo II ecc. I principi politici che si sono spiegali nel regno lombardo-veneto ci mettono a ora in grado di dare al nostro governo forma consentanea a quelli degli altri stati d'Italia, coi per la posizione di questi stati non potete vasi da prima stabilire. Siccome però soltanto con l'ordine, con la a quiete pubblica si possono maturare quelle istituzioni, che ancora mancano al compimento dei desideri dell'universale, cosi nell'asce sienrare i nostri amatissimi sudditi, che abbiamo volto i nostri pende sieri e le nostre cure a stabilire tali forme di politico reggimento, li esortiamo paternamente a mantenere l'ordine pubblico, la trance quillità, il rispetto alle leggi come hanno fatto finora; ed in tal guisa questi nostri Stati saranno tra i pochi che senza trambusti e a senza disordini di nessuna maniera avranno mutato le politiche isti-<c tuzioni. Dato a Parma, il 20 marzo 1848 .
E pare che anche il Duca fosse reso conscio dei divisamenti dei bollenti cittadini, poiché giunto il Direttore presso il detto palazzo' s'incontrò un messo del Duca, che gli recava una notificazione da far subito stampare e pubblicare a nome di esso direttore, con la quale portava avviso al popolo che il duca adunava il Consiglio di Stato straordinario per deliberare provvedimenti che soddisfacessero ai bisogni secondo i tempi presenti ed esortava i cittadini a mantenere tranquillità ed ordine. Ma questa né era còsa che far dovesse il direttore della polizia, ne sufficiente a temperare gli spiriti concita-tissimi; quindi al duca ancora in letto fu mandato pel suo segretario il progetto, assicurandolo che ad impedire disastri imminenti l'unica via era stamparlo senza por tempo in mezzo e pubblicarlo subito
Non tardò il Segretario a riportare quel progetto soscritto dal duca al Direttore, il quale tosto recavalo egli stesso alla tipografia, ma a mezza strada fu richiamato andasse di nuovo dal Duca, che voleva ancora esaminare quell'editto; poi glielo fece rendere confermandone cosi il tenore.
Di corsa il Direttore si portò alla tipografia raccomandando si stampasse il più sollecitamente possibile e fosse mandato ad affiggere per tutta la città (28). In questo comparvero nella detta tipografìa tre persone, alcune delle quali avevano sul cappello i colori
(28) La notizia di un proclama ducale affidato a Marco Aurelio Onesta per la stampa e la pubblicazione e confermata da DALLA ROSA, cit, pag. 90, il quale fu testimonio dei fatti narrati*