Rassegna storica del Risorgimento
PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
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1934
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Giovanni Drei
Oltre un'ora il Cantelli conferì in segreto col Duca; il Consiglio attendeva per occuparsi di quanto esso Duca aveva promesso al popolo col pubblico editto, quando ritornò il Cantelli in aria grave alteramente giubilante recando un sovrano atto, col quale il Duca dichiarava desiderare allontanarsi dagli Stati: con la famiglia sua e nominava una reggenza cui conferiva : oc II Supremo Potere, con facoltà di dare quelle istituzioni e quei provvedimenti che nell'attuale condizione delle cose crederà necessario , parole dell'atto (30), il quale dapprima non era concepito in senso tanto largo, ma allorché l'aw. Maestri il vide e rilevò non essere conferito ai reggenti tutto intero il potere sovrano indusse il duca a mettervi le espressioni a quell'intento occorrenti. I nominati reggenti furono: Il conte Luigi Sanvitale, il conte Cantelli, l'aw. Ferdinando Maestri, l'aw. Pietro Gioia, il prof. Pietro Pellegrini.
I Consiglieri del Consiglio di Stato Straordinario apparvero sdegnati per quell'atto e si partirono senza essere congedati; poco dopo anche il Ministero uscì; alcuno d'essi nell'udire che il duca intendeva partire dallo Stato pianse pregandolo a restare. Egli però era determinato d'andarsene nel giorno medesimo con le truppe dello Stato e le Austriache. Il direttore della polizia che rimase per varie ore ancora in Palazzo disse al Cantelli non essere prudente che la città restasse priva di milizie, egli superbamente e sprezzante rispose: a Non ve n'ha bisogno, Parma non deve far guerra con alcuno, rimanendo avrebbe dovuto licenziarla, meno piccola parte . Così poi fece la Reggènza con assai poco avvedimento... Sulla piazza ducale erasi adunato del popolo, ma non in grande moltitudine, impaziente di sapere quali provvedimenti fossero dati; quella radunata dava fastidio al duca. Intanto che atampavasi l'editto che istituiva la Reggenza i conti Sanvitale e Cantelli discesero nella Piazza e lo lessero a quel popolo invitandolo a ritirarsi; il popolo applaudì e sgombrò... H Cantelli spedi messi a Maestri e a Pellegrini, perchè si recassero al palazzo ducale, una staffetta a Piacenza, che chiamava in Parma il Gioia. Presentavasi al Duca più urbanamente del Cantelli, l'aw. Maestri, esortava freddamente il Duca a non partire, rispose questi oppor-visi i principii che professava. Dopo però che il Duca ebbe da Modena, ove aveva spedito un corriere nella notte antecedente, notizie ufficiali che non lasciavano dubbio dei casi di Vienna, di Mantova, di Milano, si distolse dal partire dai suoi Stati, cedendo così al consiglio di molti.
(30) Decreti Sovrani, 20 marzo 1848, edito in DALLA ROSA, pag. 94.