Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno <1934>   pagina <279>
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Carlo 1 di Borbone e la rivoluzione del 1848 a Parma 279
Alcuni di coloro i quali così consigliarono ebbero in animo d'infir­mare l'istituzione della Reggenza, perchè il motivo di essa fu la par­tenza del Duca con la sua famiglia dai suoi Stati. Ma la Reggenza avuto in mano il potere se lo tenne; fece circondare il Duca da per­sone che aderivano ad essa ed operò nel senso che forse per patti anteriori aveva assunto d'operare.
Il risultato fu d'obbligare a partire dagli Stati non ancora tra­scorso un mese il Duca e la sua famiglia, poiché si riuscì a spaventarlo con ben macchinate apparenti sommosse contro le loro persone, delle quali cose altri, meglio informato, potrà, quando che sia convenienza, fare sincero racconto .
La surriferita versione dei moti del 20 marzo lasciataci da un magistrato del vecchio regime, che non nasconde la sua anti­patìa per il conte Cantelli (31), può essere utilmente comparata colla narrazione data dal giornale liberale L'Unione Italiana.
L'Onesti presenta sotto nuova luce la condotta del duca Carlo II, che per nobili sensi umanitari non volle la violenta reazione contro gli insorti temendo di spargere il sangue dei sudditi, impose il disarmo al figlio riluttante, che aveva già fatto udire le prime voci del cannone, firmò subito l'editto che prometteva la Costituzione e che fatto finora ignorato venne sottratto alla stampa dal Principe ereditario. Uomo buono, di nobili ed elevati sensi, ma senza fermezza di carat­tere, senza energia volitiva, legato all'Austria da un trattato politico, circondato da consiglieri retrivi e di corte vedute ten­tenna impaurito dall'improvviso moto patriottico (32) e trova la via di scampo nei consigli del conte Cantelli, che è a capo degli insorti, all'opera energica del quale si deve se la rivolu­
ti) Marcaurelio Onesti coi Minisiri Ducali, coi Comandanti della truppa fu dalla Reggenza subito deposto dall'Ufficio senza alcun diritto a pensione a a riprovazione durevole dei danni e torti gravissimi recati alla Città e allo Stato . Questo atto odioso fu deplorato presto dallo stesso Bandini, uno dei firmatari del Decreto, con lettera del 20 loglio 1848 al Colla Commissario di Carlo Alberto (Alto buon Governo, alla data}..
(32) Cfr- il profilo di Carlo Lodovico di Bordone dato da A. v. RrcmwoiST, Charakterbiider atis dr noueren Gtaclùùhte lialiens, Leipzig, 1886.