Rassegna storica del Risorgimento

PARMA ; CARLO II DUCA DI PARMA E PIACENZA ; MOTI 1848
anno <1934>   pagina <280>
immagine non disponibile

280
Giovanni Drei
zione senza alcun grave spargimento di sangue fu avviata al conseguimento del suo scopo pratico (33). Il Cantelli, nobile di antica prosapia, si associò subito il borghese aw. Ferdinando Maestri, priore del collegio degli avvocati di Parma, martire del 1821, perseguitato nel 1831, sospetto al governo fino al 1848, il quale pregò Carlo II a non allontanarsi da Parma, come ne ebbe dapprima intenzione, allorché si decise a firmare il decreto che dava vita alla Reggenza.
Da questa affermazione dell'Onesti si potrebbe dedurre che il Maestri ed il Cantelli, nella memorabile giornata del 20 marzo limitassero il loro programma politico alla formazione di un Ducato costituzionale con Carlo II. Cosi si spiegano meglio le ire di tutti i giornali liberali contro la Reggenza di Parma, spe­cialmente dopo il 25 marzo, in cui il Duca nel pomeriggio fu indotto ad uscire con due carrozze di corte percorrendo trion­falmente le vie della capitale accompagnato dal figlio e dai reg­genti conti Sanvitale e Cantelli. È facile supporre che la Reg­genza fosse sospinta ben presto dagli avvenimenti Italiani a guardare più lontano, fuori del piccolo Ducato, al vasto moto rivendicatore di una Patria più grande e indipendente.
Non si deve però tacere che il Maestri più tardi, quando alla Reggenza subentrò il Governo Provvisorio emanazione non del principato, ma del popolo, protestò vivacemente contro tali diffidenze, allegando a sua giustificazione le difficoltà del mo­mento, la necessità di passare ce senza scosse e senza nuove lotte di partiti da un regime all'altro (34).
GIOVANNI DREI
(33) G. SANIMI, G. Cantelli e i suoi tempi, Parma, Donati, 1888 e P. G. CLE­RICI, La Suprema Reggenza* in Archivio Storico Parmense, 1916, p. 9.
(34) F. Maestri al Conte Carlo Ilarione Petitti di Roreto, lett. del 12 aprile 1848 ed. in CLEBICI, eit. pag. 84.