Rassegna storica del Risorgimento
DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
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1934
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282
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282 Adolfo Colombo
Ai tre altri grandi fattori dell'inclipendenza e dell'unità della patria si è ormai pensato.
Presto alla raccolta incompleta delle lettere di Garibaldi, già curata dal Ciampoli e dallo Ximenes, provvedere la Reale Commissione per gli scritti di Garibaldi ; all'epistolario di Cavour ha atteso il Chiala e si sono aggiunti altri fondi per merito della Reale Commissione Cavouriana; all'epistolario di Mazzini da anni lavora altra Commissione.
Quando si curerà l'epistolario del fattore più rappresentativo a cui gli Italiani sono avvinti da grandi doveri di gratitudine per l'immane opera da lui compiuta? Prevedo le obbiezioni.
Anzitutto le lettere scritte di pugno da Vittorio Emanuele II non hanno pregi stilistici; mentre le più corrette nello stile grammaticale, si sa, sono state compilate da altri. Storicamente parlando, è chiaro, a noi importa il contenuto; interessante per noi seguire attraverso il suo epistolario l'opera personale del Re, l'interessamento vivissimo per tutti i problemi di politica interna ed estera, la sua influenza sugli avvenimenti del tempo suo. Anche quelle non scritte ma firmate da lui sono sempre l'espressione fedele e genuina del suo pensiero.
Altra facile obbiezione che, a mio parere, non regge : l'epistolario è prematuro. Ma quello di Mazzini toccherà il 1872; quello di Garibaldi arriverà ad un decennio dopo. Dalla morte di Vittorio Emanuele II son passati 56 anni. Tutti i suoi collaboratori sono scomparsi e sono entrati nel dominio della storia. Gli archivi sono aperti fino al 1867 e potrebbero senza pericolo alcuno per lo Stato, salvo qualche necessaria restrizione, essere consultati oltre questa data. All'estero si è molto più larghi m materia. L'epistolario della Regina Vittoria informi.
In cinquanta anni molto è mutato. Un vecchio mondo è crollato, è sorto uno nuovo fondato su basi granitiche, in piena risonanza coi tempi. Nessuna rivelazione ci può sorprendere. Nessun scrupolo ci deve trattenere. Tutto ciò che giova alla verità storica è saggio ammaestranien to.:, è lezione efficace pel futuro. Dopo oltre cinquanta anni dalla morte una figura storica, come quella di Vittorio Emanuele II, si può serenamente studiare e valutare, inquadrata nel tempo che la ebbe. Il clima fascista è anzi particolarmente adatto ad un simile studio.