Rassegna storica del Risorgimento

DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
anno <1934>   pagina <286>
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286 Adolfo Colombo
Le lettere scritte a lui dal Duca di Savoia nel '48 e nel '49, pubblicate dal Ghiaia, hanno un notevole valore storico e bio­grafico. Ma lo studio del Ghiaia merita di essere continuato. La figura del Dabormida dovrà essere messa integralmente in tutta la sua luce. Negoziatore del trattato di pace coll'Austria nel '49, ministro degli affari esteri nel periodo dal '52 al '55, inviato straordinario presso l'Imperatore di Russia nel 1856; di nuovo ministro degli affari esteri nel 1859 dopo Villafranca, lasciò tra le sue carte importanti documenti ancora in gran parte ignorati. Di qualcuno di essi si giovò il Ghiaia (4) ma vi sono carteggi belli ed interessanti che attendono di essere studiati. Quello scambiato con Emanuele D'Azeglio vedrà la luce presto; quello di Salvatore di Villamarina con lui che illumina di viva luce i primi anni del Secondo impero, dovrà essere integralmente conosciuto quanto prima. Anche il carteggio scambiato -tra il Dabormida ed il Lamarmora dal '49 al '66, noto solo in qualche spunto di lettere, potrebbe illuminare le figure di due galan­tuomini piemontesi devoti alla monarchia ed al Paese.
Per ora ci limitiamo a far conoscere le lettere di Vittorio Emanuele II scritte al Dabormida quando fu ministro degli affari esteri, salvo una, di cui il Museo possiede l'autografo, ma che fu già pubblicata dal Ghiaia (5).
La la lettera che pubblichiamo risale al '53. Lo rivela il signi­ficativo accenno al Memorandum che il Dabormida il 10 aprile inviò alle potenze per protestare contro l'Austria che aveva posto il sequestro ai beni degli emigrati lombardi anche se dive­nuti piemontesi e che Vittorio Emanuele II consegnò a Genova Di Revel con quelle caratteristiche parole: Ch'ai dia ben che i molou nen (6).
Delle quattro successive la data precisa ci sfugge ma non vi è dubbio che appartengono allo stesso periodo tra il '53 ed il '54. Trattano di cose poco importanti ma scoprono, tra le righe, la figura bonaria ed arguta del Gran Re.
(4) CHI ALA, L'alleanza di Crimea, Torino Roux; Epistolario di Camillo di Cavour, Torino, Ronx, 1882-87.
(5) CHIALA, L'alleanza, ecc., p. 120 nota. Si tratta della lettera in cui il Re, allarmato per la notizia del trattato del 10 aprile 1854 stretto dall'Austria col-ringhilterra e colla Francia, pregava il Dabormida di fare il possibile per cono* scere le condizioni segrete.
(6) TJYAHONI, L'Italia degli Italiani, I, Torino, Roux e Frassati, 1895, p. 362..