Rassegna storica del Risorgimento

DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
anno <1934>   pagina <287>
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Lettere inedite di Vittorio Emanuele 11 287
Le ultime due sono da attribuirsi al periodo in cui il Dabor-mida fu per la 2* volta ministro degli affari esteri, nel '59, dopo Villafranca. Sono due documenti che vai la pena di far cono­scere ad integrazione degli altri già acquisiti alla storia ma sopra­tutto sono attestazioni eloquenti della politica personale del Re Vittorio Emanuele II che, ad esempio del padre suo, suggeriva egli stesso, in certe contingenze, ai suoi ministri il testo dei dispacci da spedire. Era questa del resto una nobile tradizione dei Savoia che li spingeva a governare con senno e fermezza esercitando così un grande peso e benefico influsso sugli avve­nimenti del loro tempo.
ADOLFO COLOMBO
LETTERE DI VITTORIO EMANUELE H AL CONTE GUSTAVO PONZA DI SAN MARTINO
1.
Caro San Martino,
Jacpietan le rimetterà la domanda di Oliva per la naturizzazione ; riguardo a quell'affare non so più niente. Unita a questa lettera le mando una supplica di un Marchisio che parla di eclisse, mi dica chi è quello e cosa si può fare. Mi dica pure che risposta mi fa ri­guardo a quel Ranco che vuol essere capo di studi e riguardo a quella domanda della città di Tortona pel disastro accaduto nella provincia che le diedi l'istesso giorno che le diedi la domanda di Ranco.
E chieda a Galvagno e a De Andreis se un notaio Lorenzo Cura condannato a varii mesi di carcere ha mandato un ricorso di grazia, non ce lo facciano, non lo merita e pubblica dapertutto che io glie l'ho fatto. Mi dica a che mira è quell'affare.
Se vi è qualcosa d'altro mi scriva.
A rivederla
Li 7 II suo affezionatissimo
Vittorio Emanuele