Rassegna storica del Risorgimento

DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
anno <1934>   pagina <288>
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288 Adolfo Colombo
2.
Caro Conte,
Le rimando la lettera ricevuta ieri. Riguardo al Marchisio non so cosa fare: stadi Lei. La risposta a Cuneo non posso ancora farla ma loro dica che si tenghino pronti.. La lettera di Ginevra fecenii piacere. Riguardo all'Oliva mi pare necessario prendere una deter­minazione, dirle che se vuole il posto, come egli fece scrittura al Ministro Esteri, esso vi è ma che faccia presto, senza di ciò farlo veramente arrestare e partire; temo che il discorso di ieri abbia fatto più male che bene, io poi non ebbi più nessun rapporto con quella cosa, potrebbe farli dire e dirle Lei stesso che molti altri che occu­pano quei posti non sono naturalizzati e che ora per misura generale non si naturalizza più nessuno, che d'altronde avendone parlato di ciò, io sono molto irato contro di lui che già si è messo una volta di perdere il posto e che poco che faccia lo perderà di sicuro che un uomo non deve dire e disdire, che nel caso che non accettasse Taf-fare non è più nelle mie mani ma nelle sue e che lei lo tratterà come merita.
Ma allora si ricordi non perda tempo. Mi dica qualcosa almeno di Domenica perchè sappia come regolarmi.
Suo affezionatissinio Vittorio Emanuele
F!" Si-
Gara San Martino,
L'affare Oliva non è ancora terminato. Esso dice che vede la cosa tirare in lungo e che intanto vuol viaggiare. Faccia il piacere di farlo chiamare e farlo partire subito. Io intanto scrivo perchè gli diano mille lire pel viaggio da parte mia.
Riguardo alla naturalizzazione dica che non è necessaria. Ri­guardo al Ranco non è quello che Lei dice, è uno molto conosciuto anche a Torino che anticamente passava per Repubblicano ed ora per amatore dell'ordine.
Mi faccia la risposta sull'affare di Tortona; non stiano tutti a pubblicare che io vado a Montenotte e Genova perchè non ne ri­spondo ancora. Se ha qualche notizia mi tenga al corrente di tutte.