Rassegna storica del Risorgimento
DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
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1934
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pagina
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290
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290 Adolfo Colombo
fosse buon oratore. La ringrazio riguardo alla legge del matrimonio; è perfettamente quello che io desideravo.
Dica a D'Azeglio che domani o a mezzogiorno o a pranzo venga qua a trovarmi e mi dia i dettagli d'ogni cosa interna ed esterna.
Il matrimonio di Pinelli mi fa ridere. Lei si conservi impavido contro e per ogni cimento e mi voglia sempre la stessa affezione.
li 1 febbraio
Vostro affezionatÌ89Ìmo
Vittorio Emanuele
6.
Caro Conte,
Ecco lo scioglimento della questione coppia infernale lettera 1 e 2. Legga e me la rimandi. Mi scriva di più quel che lei sa e guardi di combinare con quello che lei sa e guardi di combinare con quello che lei scrisse il modo di fare al più presto.
Jeri sera fui spaventato dall'avviso di mia zia di Pisa Montleart ma grazie a Dio dopo una consulta con Galvagno pei suoi interessi, parte stassera alle 5 per Parigi. Parto io pure per stare Venerdì e Sabato a Racconigi. Sono i primi giorni di caccia. Lei sa ove sono. Mi seriva subito tutto quello che sa sui varii punti in questione ed anche sul Panataro di Moncalieri.
A rivederla.
Suo affezionatissimo
Vittorio Emanuele
I
Carissimo San Martino,
Il mio debole intelletto capisce poco la cosa. Ho segnato il decreto del Medico il quale non so nemmeno se sia deputato, in qua! caso sarebbe per non trovarsi più nel numero dei stipendiati.
Lei però parla di un decreto da segnare, onde non si abbia a togliere nessun impiegato dalla Camera, questo decreto noi vedo, in quello del Medico che ho firmato. Per ciò le mando quest'uffiziale a portarle questa lettera onde la cosa sia più sicura.