Rassegna storica del Risorgimento

DABORMIDA GIUSEPPE ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; PONZA D
anno <1934>   pagina <293>
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Lèttere inedite di Vittorio Emanuele II 293
Domenica di partire per fare un giro nelle montagne. Dica pure ai ministri che la relazione sarà Sabbato mattina alle 9. Mi faccia sa­pere se può la risposta di Parigi per quel Principino, me la chie­dono tutti i giorni, e se il barbaro fu soddisfatto della sua risposta riguardo all'affare della testa di ponte e leva militare. Spero che con cuore allegro avrà già pensato varie volte alla pace del Signore che godeva quel beatissimo parroco con le 38 Damigelle, esso pensava proprio che la legge uccide ma che altra cosa vivifica.
Non voglio dargli cattivi pensamenti, mi conservi per ora e per sempre la sua tanto a me cara amicizia.
Il suo affezionatissimo Vittorio Emanuele
I I
Caro Dabormida,
Faccia il piacere di dare una lettera a Camalero per Sauli in cui le dirà che la Principessa dovendo venire qua esso s'intenda col suo medico dottor Busci, affinchè essa non parta da Pisa che dopo Pasqua, e che fìssi Ini il giorno che crederà meglio per la sua par­tenza come pure il modo che crederà meglio per viaggiare onde non rischi di morire per la strada, e che quel Dottore sia di ciò avertilo per tempo perchè quella Principessa è capace di voler par­tire senza dirglielo, ciò che potrebbe cagionare grave sconquasso nella sua salute.
Vedo mandarle Camalero, a rivederlo.
Il suo affezionato Vittorio Emanuele
4.
Caro Generale,
Le rimando il Corriere in corpo ed anima.
Le nuove che mi portò sono buone, mia moglie però non conta ritornare che verso la metà del mese venturo. La ringrazio di sua lettera, la prego di ringraziare Cavour della sua. Il discorso dell'Im-