Rassegna storica del Risorgimento
GIOVANNI (S.) BOSCO
anno
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1934
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pagina
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297
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Don Bosco nella storia e nella storiografia 297
DON BOSCO NELLA STORIA E NELLA STORIOGRAFIA I
Dire di Don Bosco su queste pagine è inserirlo tra gl'interessi della storia e, piace dirlo subito, della storia più prossima a noi e che sentiamo più nostra. Anche a prescindere dalla sua qualità di Santo (ma questo titolo non fa cambiare il suo nome storico, e rimane, come ha detto Pio XI, sempre Don Bosco), la sua figura è una delle più grandi, e, nel campo educativo, la più grande del secolo xix, e la Btoria non può trascurarlo, lasciandolo tra quelli che alla vita storica non hanno partecipato. Giustamente, e dovrei dire elegantemente, S. E. il conte Cesare de Vecchi di Val Cismon, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede e Presidente della Società per la Storia del Risorgimento, volle coronare il XXVI Congresso Storico Subalpino conducendone i componenti in gita alla casa nativa di Don Bosco ai Becchi di Castelnuovo, il 15 settembre u. s. Fu allora detto agl'intervenuti ch'essi si trovavano in casa propria, non solo a titolo di ocrdiale accoglienza, ma perchè Don Bosco appartiene allo storia e appartiene alla storiografia.
Don Bosco è uno dei santi d'azione, di cui, a voler essere completi storiograficamente, bisogna tener conto. Sarebbe già un interessante capitolo di storia rilevare l'efficacia spirituale ch'egli ebbe nei difficili tempi che, lui vivente, attraversò la Chiesa, specialmente in Italia. Ma, anche fuori di questo, la sua linea biografica tocca in molti punti quella che comunemente (e un po' elementarmente) si chiama la storia: e, d'altra parte, l'indole e l'efficacia della sua opera grandiosa di redenzione morale e sociale, e il suo modo di sentire e di pensare rispetto alla vita nazionale che al suo tempo si ridesta e si compone in unità, danno alla sua personalità un'importanza non comune