Rassegna storica del Risorgimento
GIOVANNI (S.) BOSCO
anno
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1934
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pagina
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299
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Don Bosco nella storia e nella storiografia 299
Don Bosco amò la sua patria: quella piccola del suo Piemonte (che allora era una patria), colla sua storia, che conosceva a fondo, e coi suoi Re, che gli furono cari e gli si mostrarono benevoli e benefici; amò la patria grande, l'Italia, e la sentì quale la comprende il nome, in un tempo in cui l'Italia era ancor da fare, e neppure da tutti né pensata ne desiderata quale poi divenne, e persino la parola non era senza sospetto: e la sua visione, che chiamerò nazionale, era quella che ora si è avverata, della nazione cattolica in concordia col Papato.
Il suo patriottismo tuttavia non lo condusse a far della politica, cosa non facile* al suo tempo, e la sua politica consistette nel non farne nessuna. Tra le parti contrastanti, tra guelfi e ghibellini, egli passò in mezzo, e dietro a lui i 6Uoi fanciulli e le sue opere. Né propriamente politica, sia nell'intenzione sia nei modi, fu l'azione ch'egli esercitò nel '55 presso Re Vittorio Emanuele II, per trattenerlo dal firmare le leggi d'incameramento dei beni ecclesiastici e di soppressione delle corporazioni religiose. In questo agiva per coscienza di cattolico e di sacerdote, e per sole viste religiose: né allora vi si diede altro significato, e il Re, che pure n'ebbe qualche turbamento, non se n'offese, e gli continuò la stima e l'amicizia (3).
Ma, pur tenendosi in disparte dagli avvenimenti, egli non assunse atteggiamenti astiosi da retrivo (4), e pei suoi caritatevoli fini non temette di avvicinare gli uomini stessi che agivano sulla scena politica e di valersi dell'opera loro. non pochi di questi gli furono benevoli e lo tennero per amico, Cavour primo di tutti, e non ultimi Rattazzi e Crispi. Ed anzi, a mostrare l'importanza storica della sua personalità, non è senza valore il conoscere con quali personaggi, politici o no che fossero, egli ebbe relazione.
L'enumerazione sarebbe lunga. Mi limito a ricordare Gioberti, Balbo, Sclopis, Cavour, il card. Antonelli, Farini, Amari, Spaventa, Lamarmora, Menabrea, Ricasoli, Lanza, Depretis,
(3) LEMOYNE, Mem. Biogr., cit., voi. V, pag. 180-241.
(4) Si veda quale era il suo entusiasmo nel '48, in un Saggio della 2* ediz. della sna Storia Ecclesiastica (1848), pubblicato in Opere e scritti editi e inediti di Don Bosco, voi. I, Parte II (tomo II), Torino, 1929. Il tratto fu poi soppresso nelle ediz. seguenti, perchè l'ultimo capitolo si aggiornava cogli avvenimenti. La pagina poi di Novara, nella la ediz. della Storia d'Italia (1856), è fortemente commossa e commovente.