Rassegna storica del Risorgimento

GIOVANNI (S.) BOSCO
anno <1934>   pagina <300>
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300 Alberto Caviglia
Zanardelli, Vigliani, Crispi; fuori dell'azione politica, Aporti, Pellico, Manzoni, Rosmini, Tommaseo. conobbe Leopoldo II di Toscana, che confortò morente, e i Borboni di Napoli, ai quali disse, nel '67, paròle molto forti.
Del resto, s'egli lasciò in disparte la politica, questa venne a cercare lui, e in qualche momento ebbe bisogno dell'opera sua. Lasciamo stare la malinconica sequela delle ostilità e persecu­zioni legali alla sua opera nascente, da parte di anticlericali che insinuavano chissà quali intese e oblique corrispondenze: le vinse e superò, mostrando candidamente, ed anche energica­mente, la sua assoluta dirittura, e gli valseroanzi nuove amicizie.
Ma fu il governo ad aver bisogno di lui. 11 Re e i ministri si valsero dell'opera sua e della sua interposizione presso il Papa, per la questione scabrosa delle nomine dei vescovi (5), e fu a Roma per questo, col Tonello nel '67, e di nuovo nel '71, ottenendo soluzioni insperate per ambe le parti: e ancora nel '73-74, a preghiera del Vigliani, per la temporalità dei vescovi, quando le buone disposizioni e il buon andamento delle cose furono stroncati da un telegramma di Bismarck (6).
In tutte codeste pratiche, le quali durarono dal '65 al '74, e dove, si noti, egli non volle mai avere veste ufficiale, la sua personalità risalta in tutta la sua interezza e integrità. L'in­gegno, l'abilità, il tatto da diplomatico di carriera, vanno in­sieme con l'altezza del suo carattere e le sue vedute di Santo. E come a Ricasoli nel '66 dichiarava, prima d'ogni altro discorso: ce Don Bosco è prete dappertutto (7), e a Lanza, nel '71, che: Don Bosco è cattolico ; così a Roma inculcava doversi seguire la politica del Pater noster, e badare sopratutto aWAdvenlat regnum tuum.
Ed è bene notare senz'altro che, s'egli gemette del dissidio tra Chiesa e Stato, che faceva male alla religione non faceva bene alla patria (8), e, naturalmente e doverosamente com­prendeva le ragioni e i diritti del Papato, egli vide però sempre le cose con spirito conciliativo, e fu oc tra i primi, dice Pio XI (9),
(5) Afe/. Bfogr., II., voi. VITI, 530, segg. V. anche in questa stessa Rassegna l'art, di S. E. de Vecchi di Val Ciamon.
(6) SALOTTI, cit., pag. 372-3.
(7) Abbrevio, per economia di spazio, la citazione. Cfr. Mem. Biogr., Vili, 534.
(8) Cfr. l'or tic. di Francesco Salata, La garanzia di Roma Capitale negata dalla Trìplice, in Coir, della Sera, 24 febbraio 1929.
(9) Discorso del Tuto, 21 aprile 1929.