Rassegna storica del Risorgimento
GIOVANNI (S.) BOSCO
anno
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1934
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pagina
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302
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302 Alberto Caviglia
coi quali ebbe conoscenza, e crederei che, con un pò9 d'attenzione e d'intenzione, si troverebbe (14).
Intanto, a collocarlo più visibilmente nella luce, anzi sul piedistallo della storia, interviene la storiografia. Dico di quella prodotta da lui stesso, della quale finora non si tenne conto, se non o per toglierne pretesto a poco serie impugnazioni partigiane, o, viceversa, per esaltare il merito di aver scritto, senza esaminarne il contenuto). Spero che tra non molto il pubblico avrà la prova che Don Bosco merita un'attenzione anche per questo aspetto, che ci riguarda più dawicino; ed anzi mi rimetto alla prossima pubblicazione d'un mio modesto (il termine è di prammatica), ma coscienzioso lavoro (15). Qui mi restringo a pochi rilievi più che sommarii e di necessità un po' slegati, che spero tuttavia non superflui.
Don Bosco amò la storia e ne comprese il valore e l'efficacia educativa e morale. Egli stesso confidava nell'83 a don Achille Ratti, ora Pontefice regnante (16), d'avere dapprincipio coltivata l'idea di dedicarsi alla storiografia, particolarmente ad una Storia della Chiesa nei suoi rapporti con l'Italia: inclinazione che poi superò, per dedicarsi alla specifica vocazione, che fu l'educazione della gioventù povera e l'esercizio della carità.
Ma aveva studiato e studiò moltissimo, e possedette la storia sicuramente e vastamente, facendo poi lo sforzo veramente prodigioso, e riuscito mirabilmente, di renderla accessibile alla gioventù e al popolo. Quello che ce sarebbe potuto riuscire il dotto, 3. pensatore si fece, pei suoi fini nobilissimi, divulgatore, e fu tra i migliori (in qualche parte, il migliore di tutti) del tempo suo. E, tra le cento e più opere sue, che fanno di lui un valoroso
(14) Un esempio n'è la citaz. che fa il Lazio, op. cit., pag. 433, di due lettere esistenti nelle carte dello Sclopis. Questi fa amico e protettore di Don Bosco, e il 1 marzo 1850 perorò in Senato la concessione di nn sussidio.
(15) É in corso di stampa l'edizione critica della Storia d'Italia, con nn ampio Studio preliminare, e bibliografia, e Note critico-bibliografiche ad ogni capitolo, con faesimili di originali, etc. Un volume di circa 1400 pag. in-8, che fa segnilo alla già avviata pubblicazione delle Opere e scritti editi a ined. di Don Bosco, cit., dove occupa il voi. Ili (Tomo V), A cose finite, saranno 14 voi. Torino, Soc, Ed. Internazionale. Delle pubblicazioni già avvenute, e della Storia d'Italia specialmente, discorre con esatta informazione e sicuro giudizio (benché con troppa indulgenza per l'autore di questa nota) il venerando prof. Costanzo Binando, in Rivista: Mensile della Città di Torino, anno XIV, gennaio 1934.
(16) Cfr. Disc, di PP. Pio XI, 20 febbr. 1927: id., id 17 giugno 1932.