Rassegna storica del Risorgimento
GIOVANNI (S.) BOSCO
anno
<
1934
>
pagina
<
303
>
Don Bosco nella storia e nella storiografia 303
poligrafo, quelle di carattere storico, appunto in grazia della sua inclinazione, sono le più notevoli. Non ha scritto ce cose di alta levatura scientifica , non ha scoperto né decifrato codici e cartarii, ma ha scoperto il segreto di far amare dagli umili, dagl'indotti, dai giovanetti, la storia, e la storia d'Italia.
La Storia Sacra era lavoro didattico per fanciulli; la Storia Ecclesiastica e le Vite dei Papi eran destinate specialmente al popolo; la Storia d'Italia, uscita primamente nel '56, fu scritta ce ad uso della gioventù con l'intento che servisse anche di lettura al popolo. L'intento scolastico venne associato soltanto colla 2* edizione, nel '59. Le edizioni si sono ripetute fino al presente, una ogni due anni, con notevoli aggiunte nella ottava e nona (1873-74), rimaste poi invariate.
Era il lihro che mancava. Il Fabretti fin dal '42 auspicava ad una Storia d'Italia da mettere in mano agl'Italiani, e dire: Leggete! E questa rimase, col Giannetto del Parravicini, un esempio insuperato di letteratura giovanile, e, perchè non è ristretto al solo mondo dei giovani, fu anche un libro popolare nel miglior senso. Tommaseo ne diede nel '59 un giudizio oltre ogni dire lusinghiero.
Veniamo al merito storiografico. Già è un merito l'avere, nel momento storico delicatissimo, scritto, egli prete, una Storia d'Italia con spirito italiano, mentre nel '56 tutti i nostri lettori sanno quali fossero le correnti delle idee e le disposizioni degli spiriti.
Eppure Don Bosco diede con quella il capolavoro dell'educazione storica del popolo italiano Il senso cristiano della storia vi si trova congiunto e fuso insieme con un senso d'italianità così vivo, profondo e, quel ch'è più, comunicativo, quale raramente troiviamo nella letteratura storica del tempo, troppe volte declamatoria, e quasi sempre partitante. N'ebbe naturalmente allora e poi, fino a tempi recentissimi (17), le ostilità di anticlericali, che non lo trovarono italiano a modo loro, e,
(17) Cominciò ad attaccarlo nel '59 la torinese Gazzetta del Popolo* e, altra reno varie ripetizioni da provinciali (cfr. Bergamo, 1881; Gazz. Piemontese di Torino* 31 gennaio 1888)* ri grànge fino al discorso tenuto contro Don Bosco e la Storia d'Italia dal portavoce dei socialisti nella sedato del Cons. Municipale di Torino, il 13 moggio 1914: ribattuto trionfalmente (e con un pò* più di competenza!) dal prof. Binando nella stessa seduta.