Rassegna storica del Risorgimento

GIOVANNI (S.) BOSCO
anno <1934>   pagina <304>
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304 Alberto Caviglia
tanto per contrappeso, le diffidenze dell'Austria (quella asbur­gica, s'intende), che Io trovò troppo italiano (18).
Le idee storiche di Don Bosco coincidono, salvi i certi denU que fines, con lo spirito dei neo-guelfi del periodo albertino: ma la concezione, anzi, per dir più esattamente, lo spirito del­l'italianità è suo. Ed è meraviglioso, oltreché profondamente edu­cativo. Per lui Vltalia e gl'Italiani sono una personalità sempre viva e presente in ogni epoca e in ogni parte della terra italiana. Dai primi abitatori fino ai Romani e fino a noi, a Legnano e a Goito, sempre sono gl'Italiani il soggetto dei fatti. E prego ancora una volta di tener presente come suonasse allora questa parola, e quali fossero le concezioni storiografiche del momento.
Per esempio, ancora nel '57 Giuseppe La Farina combatteva l'idea di far della storia romana tutt'uno con la storia d'Ita­lia (19): ed era del resto il concetto accolto dal governo pie­montese nell'istituire, nel '46, con e per il Ricotti la nuova cat­tedra di Storia italiana nell'università di Torino.
In questo Don Bosco è col Balbo del Sommario. Egli ha ve­duto italiana la civiltà e la storia etnisca, e così la greco-sicula e la greco-italica : Dionigi e Dione, Pitagora e Archimede. Roma e i Romani sono Italia e storia d'Italia. L'evo antico, fino a Romolo Augustolo, è diviso in Italia pagana e Italia cristiana, ma Italia sempre, dall'Alpi al Capo Passaro. Italianità romana, adunque, come vogliamo ora noi, con Mussolini.
Così sente e fa sentire l'Italia nell'età barbarica, e il nome d'Italiani vien fuori quando non è comune il ricordarlo: così nell'epoche seguenti, tra l'italianità non sempre conscia del dopo il mille (chi pensava all'atteggiamento italiano di Gregorio VII?) e dei secoli successivi, e quella velata dell'oscuramento dell'idea nazionale nei secoli moderni. Certo non ha mai parlato espres­samente di fare Vltalia, fosse unitaria o federativa: ma che cosa significa quel suo parlar d'Italia e d'Italiani senza distin­zione di terri torti politici?
(18) Nel 1908 (anno critica, non è vero?) fa rinfacciato ai Salesiani, nel corso d'una pratica, che Don Bosco ha scritto una Storia d'Italia e parlato bene degli Italiani . E si alludeva ai suoi capitoli sulle guerre deirindipendenza.
(19) Cfr. Prefazione alla sua Storia d'Italia raccontata ai .giovanetti, che, vera­mente, ai giovanetti non serviva. Nel '63, la 2* edizione ripeteva la prolesta. E prima s'era biasimato per questo lo Sforzosi, rimasto tuttavia impenitente.