Rassegna storica del Risorgimento

TUNISI
anno <1934>   pagina <309>
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Il problema di Tunisi nella vita italiana di ieri e di oggi 309
bardia, in Sicilia e in tutta la penisola perchè questa nostra Italia assurgesse a dignità di Nazione, lavoratori silenziosi prepa­ravano il terreno per le successive conquiste, imponendosi con una operosità senza pari ai paesi incolti, da cui traevano ric­chezza e prosperità a vantaggio dell'intera nazione italiana.
Né il governo italiano fu assente, prima e dopo il 1861; e ben si difese, nonostante la dura lotta che dovette combattere per affermare la volontà di potenza di questo nostro popolo, che si ridestava dopo secoli non dico di sonnolenza, ma di tor­pore.
Sulle coste settentrionali dell'Africa, tre erano le nazioni che cercavano di affermarvisi per trarne ricchezza e potenza: l'Inghilterra, la Francia e l'Italia; le due prime specialmente col denaro, la terza col lavoro.
Quali erano l'efficienza e l'influenza effettiva raggiunta nei primi decenni del secolo scorso da queste tre nazioni in Tu­nisia? Mercè un secolare e spontaneo movimento migratorio, che partiva dalle sponde della Liguria, da Livorno, da Napoli, da Cagliari ed in particolar modo dalla Sicilia e da Pantelleria, gli Italiani avevano costituito in Tunisia un nucleo etnico pre­valente e tale da superare per tre quarti il numero comples­sivo degli altri europei ivi stanziati.
Coi trattati d'amicizia, commerciali e di navigazione con­clusi dal regno di Tunisi col Granduca di Toscana nel 1822, col re di Sardegna nel 1832, col re delle due Sicilie nell'anno suc­cessivo, questo spontaneo movimento migratorio aveva ottenuto protezioni ed aiuti e la colonia italiana ne aveva tratto benefìci. Poche cifre, tratte da un censimento francese fatto ad usimi del-phmi all'atto della costituzione del protettorato, sono tali da testimoniare la veridicità del mio asserto: nel 1881 la popola­zione europea in Tunisia era rappresentata da 18.914 anime, di cui ben 11.206 italiani, di fronte a 708 francesi ed a 9.828 di altre nazionalità. Alla prevalenza etnografica corrispondeva naturalmente quella morale e commerciale.
La Francia rivolse le sue mire ambiziose sulla Tunisia molti anni dopo, e cioè nel 1859, data del viaggio che Napoleone DI fece in Algeria per valorizzare le colonie africane dell'impero.