Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI
anno
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1934
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pagina
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310
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310 Arturo Codigli ola
Approfittò allora dell'elezione del nuovo bey, al quale fece balenare mirabolanti aiuti per grandi opere pubbliche (strade, bacini di carenaggio, arsenale, fonderia di cannoni, acquedotti) al fine di portar notevoli vantaggi alla confinante Algeria. Il bey inoltre, cedendo alle suggestioni del console francese Leon Brocbes, riformò i codici, il sistema monetario, quello di pesi e misure; concesse l'autorizzazione di stampare giornali ed infine nell'aprile del 1861 diede anche lo Statuto. Una rivolta con la caccia all'Europeo, non tardò a scoppiare, ed il bey ricorse alla Francia per domare i ribelli, ma dovette cederle in compenso dell'aiuto avutone, il monopolio dei servizi elettrici, oltre la cessione della linea già esistente fra Tunisi ed Algeri che prolungò sino a Sfax e l'isola di Gerba, col disegno di raggiungere Alessandria, via di comunicazione più rapida per unire l'Europa occidentale alle Indie orientali. L'accennato fantastico programma di opere pubbliche era stato iniziato e portato innanzi senza che lo stato di Tunisi avesse la possibilità finanziaria di eseguirlo, ma il bey evidentemente ben consigliato non si perdette d'animo; prese in prestito da un arabo, creatura di un avventuriero, per oltre 28 milioni di franchi al tasso del 15; non bastando però nemmeno questa somma per i lavori iniziati, nel novembre del 1862 emise un prestito di 35 milioni di lire all'interesse del 12. L'arabo, che aveva prestato il denaro, si rivolse a due banchieri francesi i quali, con l'avallo del bey, gli concessero il prestito di 35 milioni di franchi, da cui però detrassero soltanto 6 milioni per lo sconto e per diritti di commissione, quasi tre milioni per l'emissione di azioni ed un altro milione per diritti vari. Al bey qundi non rimasero che 25 milioni; ed egli per coprire il debito, s'impegnò di pagare in 15 anni una somma di 13 milioni. Per completare il quadro di questo colossale imbroglio, dirò che il predecessore del bey ebbe a sua volta per mediazione una somma di circa 6 milioni.
La protezione francese in tal modo maturò ben presto frutti di cenere e tosco; ed ancor più violenta scoppiò fra gli arabi nell'aprile del 1864 una ribellione che consigliò Napoleone IH ad abbandonare i suoi disegni. Da questo momento la Francia per quasi vent'anni, si disinteressò quasi completamente delle sorti della Tunisia, pur mantenendo colà un Console Generale per la protezione dei francesi e delle frontiere algerine.