Rassegna storica del Risorgimento

TUNISI
anno <1934>   pagina <312>
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Arturo Codignolu
È bene rileggere l'articolo primo nella sua integrità; si tratta di un impegno liberamente preso tra due Stati sovrani cbe non può prestarsi ad interpretazioni più o meno cavillose, Tatti i diritti, privilegi ed immunità, che sono conferiti ai rappre-cc sestanti, ai cittadini, ai bastimenti italiani dagli usi e dai Trat-cc tati anteriormente esistenti fra il regno di Tunisi e gli Stati a che formano presentemente il regno d'Italia [e cioè gli Stati ce Sardi, la Toscana e la Sicilia] sono confermati ed estesi a ce tutta l'Italia... È espressamente inteso che tutti i diritti, pri-cc vilegi ed immunità dei quali il regno di Tunisi accorda al pre­ce sente, o potrebbe in avvenire accordare o permettere a qual- siasi titolo, il godimento ai rappresentanti, ai cittadini, alle navi ed al commercio di qualunque altra potenza straniera, s'intenderanno accordati ipso facto ai rappresentanti, ai ch­oc tadini, alle navi, al commercio ed alla navigazione del Regno ce d'Italia .
Questo articolo è redatto in modo da salvaguardare tutti i nostri diritti acquisiti in Tunisia, i quali sono poi ancor più chia­ramente tutelati in altri articoli del trattato, contemplanti la con­servazione della propria nazionalità non soltanto agli italiani residenti in Tunisia, ma anche a quelli ce che entrassero al ser­vizio del governo tunisino col permesso del loro governo ; è contemplato inoltre nell'art. 15 il diritto di esercitare ce qua-ce lunejue specie di arte, professione ed industria, aprire fab-cc briche e manifatture, e introdurre macchine mosse dal vapore ce o da qualunque altra forza motrice, senza essere tenuti a ce formalità o a tasse maggiori di quelle che si esigono dai cittadini del regno di Tunisia. Ed è infine ben chiaramente spe­cificato che gl'italiani possono liberamente stabilire ce società ce commerciali, industriali e bancarie... e qualunque altro con­ce sorzio.... purché si propongano uno scopo legittimo e si sot-ee tomettano alle leggi vigenti .
À
Dal 1870 al 1878, dopo la sistemazione finanziaria dello Stato apportata dalla Commissione su ricordata, l'attività com­merciale del regno di Tunisi si era ripresa, e gl'Italiani, per lavoro e spirito d'iniziativa non erano secondi a nessuno. Pos­sediamo su questo risveglio numerose testimonianze, ma qui ne