Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI
anno
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1934
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pagina
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313
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// problema di Tunisi nella vita italiana di ieri e di oggi 313
ricorderemo una sola, dovuta ad un pioniere, il Frediani, che appunto nel 1878 redasse un memoriale che consegnò al console italiano a Tunisi, Luigi Macciò ed al Rubattino, contenente un organico piano di sfruttamento della regione. H Frediani propugnava l'istituzione di una Società industriale italiana per l'esercizio del telegrafo, dei gas, della ferrovia Tunisi-Goletta, l'impianto di una peschiera, di acquedotti, lo sfruttamento di miniere, ecc.
Il momento era propizio, perchè gl'Inglesi liquidavano sia le ferrovie, che l'impresa del gas ed il Frediani. insisteva in par-ticolar modo per l'acquisto della ferrovia, che era stata sino allora son sue parole ce assai male amministrata, avendo ce enormi ed inutili spese per un consiglio d'amministrazione a Londra, quindi non avea dato mai dividendi, benché trace sportasse in media 500.000 passeggeri all'anno . Il prezzo del riscatto si aggirava su due milioni. Il Rubattino, la cui sagacia era pari all'audacia, ben comprese l'importanza, per la nostra penetrazione in Tunisia, di aver in mano, oltre la linea di navigazione che univa l'Italia a Tunisi, anche la ferrovia che dalla costa portava all'interno; e, forte dei diritti che gli erano assicurati dal trattato del 1868; sicuro che il governo italiano non lo avrebbe abbandonato in un'impresa d'importanza nazionale tanto evidente, si decise a trattarne l'acquisto. D. governo a sua volta, per il tramite del Maffei, promise all'audace pioniere della nostra espansione coloniale, il suo appoggio, e per dar forma concreta alla sua promessa, destinò a Tunisi uno dei più energici e migliori suoi diplomatici, Luigi Macciò, col preciso incarico "di tutelare i nostri interessi commerciali e favorire l'acquisto della ferrovia Tunisi-Goletta.
*** I
Siamo nel 1878, l'anno del congresso di Berlino; e non sarà forse superfluo esaminare quale si presentasse esattamente la situazione internazionale in particolar modo nei riguardi dell'Italia. È stato affermato sino a ieri che in questo congresso l'Inghilterra, d'accordo con la Germania, cui aveva fatto concessioni pur di avere mano libera per l'occupazione di Cipro, diede carta bianca alla Francia per Tunisi. I documenti diplomatici, teste pubblicati, riferentisi all'azione svolta in questa