Rassegna storica del Risorgimento
TUNISI
anno
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1934
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pagina
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318
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318 Arturo Codignola
Udita dell'acquisto della ferrovia da parte del Rabattino. H bey sdegnosamente si ribellò, come energicamente si rifiutò di accogliere il suggerimento che gU fu fatto dal console francese, di mettere il suo Stato sotto la protezione della Francia.
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La documentata attività del console francese a Tunisi in questi mesi ancora non è nota, ma è tale da sbalordire : ad essa noi possiamo opporre una commovente dedizione agli ideali della patria nei nostri uomini migliori in Tunisi, che si battono con indomita fede per tener alto l'onore ed i diritti italiani, appoggiati in un primo momento dal bey, che mal sopporta le prepotenze francesi. Essi implorano dal loro governo che intervenga presso il governo tunisino, assicurandolo del suo appoggio contro le violenze che subisce; ma il CairoU ed altri ministri son paghi delle buone parole che ufficialmente son loro trasmesse dal governo francese, mentre la bufera si avvicina sempre più.
La grottesca inscenatura della violazione della frontiera da parte dei Krumiri è ormai riconosciuta anche dagli storici francesi più seri, come un pretesto e nemmeno ben trovato per la spedizione armata con la quale la terza repubblica credette di tagliare il nodo gordiano : in realtà i nostri connazionaU ben edotti di quanto apertamente si tramava sino all'ultimo momento invocarono dal loro governo l'invio a Tunisi di poche corazzate, che avrebbero agevolmente capovolto la situazione tutt'altro che favorevole ai francesi.
E che questa sia una verità ormai acquisita alla storia, difficilmente si potrebbe negare : lo stesso Trattato del Bardo, concluso sotto la minaccia dell'invasore il 12 maggio 1881 fra la Francia ed il Regno di Tunisi, con la convenzione seguita a Marea l'8 giugno 1883, è stato stipulato fra Stati sovrani, e cioè la Francia esplicitamente ha riconosciuto con questo atto che la Tunisia non è un suo possedimento coloniale. Quindi, di fronte agU altri membri della comunità, i suoi diritti sul protettorato son tutt'altro che illimitati.
È questo un punto fondamentale da tener presente, quando si vuole esaminare il problema di Tunisi obbiettivamente, non Bolo nel suo passato prossimo, ma anche nella realtà presente.