Rassegna storica del Risorgimento
"APOFASIMENI"; MASINI (DE') NAPOLEONE ; SOCIET? SEGRETE
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1934
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Napoleone De1 M asini e gli Apófasimeni 325
rava come suo santo protettore Marco Bruto. L'ordinamento della società appariva accentuatamente soldatesco e irrigidito nel forma* lismo di una disciplina esteriore che finiva per soffocare rentusiasmo e malamente teneva luogo di un principio morale predominante (3),
Il 19 febbraio 1831 nella Terra di San Casciano la polizia toscana perquisiva l'abitazione del piemontese Felice Ansaldi, cui Ira altre carte sequestrava gli statuti e varie istruzioni per gli Apófasimeni, Pochi mesi più tardi, in Marsiglia, anche il Mazzini aveva notizia della setta ed accettava di farne parte col nome di Trasea Peto, ritenendola utile come elemento materiale della sua federazione (4).
L'ingresso del Mazzini ebbe come conseguenza il versamento degli Apófasimeni nella Giovine Italia. Sia che comprendesse veramente <r l'efficacia e l'alto valore dell'apostolato mazziniano a risvegliare i popoli d'Italia, ad infondervi nuovi ardimenti, a rigenerarli , sia che sentisse come ormai fosse tramontata l'età d'oro della Carboneria, certo è che il Buonarroti permise al conte Bianco di fondere gli Apófasimeni nella Giovane Italia ed incaricò lo stesso Bianco di metter questa in contatto con la Giovine Carboneria dei Veri Italiani (5). Dal canto suo il Mazzini cercava di convincere i suoi amici che la società degli Apófasimeni era diretta da capi ottimi e animati dagli stessi principii e perfettamente d'accordo sulla via da seguire con la Giovine Italia: due ruote dello stesso carro . Le due associazioni sarebbero state unite nel giorno del pericolo. Da quanto afferma il Mazzini appare che gli Apófasimeni erano principalmente
(3) Le istruzioni dei militi apófasimeni stampò già E. MICHEL in F. D. Guerrazzi e le cospirazioni polìtiche in Toscana, Roma-Milano, Soc. ed. Dante Alighieri, 1904, pp. 165-177, e prima ancora, desumendole dalla copia che si conserva nel Museo del Risorgimento di Bologna' tra i documenti di Gerolamo Tipaldo de' Pretenderi (cfr. E. MASI in II segreto di re Carlo Alberto, Bologna, Zanichelli, 1890, p. 255 n.), A. OCCHJ nei Cenni sulla rivoluzione dell'anno 1831 a Bologna, Chiavari, Battilana, 1900, pp. 80-86. Un accenno anche in A. Luzio, op. cit. Attendiamo: là 'pubblicazione delle carte Cuneo per giudicare delle affermate modificazioni mazziniane agli statuti che negli esemplari finora noti appaiono impregnati dello spirito e infarciti dei luoghi comuni cari al vecchio carbonarismo, anche se la formula unità, indipendenza e liberta degli Apófasimeni rammenti quella mazziniana di libertà, indipendènza ed unione, della lettera a Carlo Alberto
(4) E. MICHEL, op. cit. p. 25; G. MAZZINI, Scritti editi ed inediti, ediz. naz., V, p. 50 n., xvm, p. 322 n., ov'è riprodotta la tessera di Apofasimcno del Mazzini.
(5) ROMANO-CATANIA, op. city * 21:0- Ved. la lettera di Mazzini a S. figlioli (Marsiglia, 9 agosto 1831) in SIX, V, pp. 49-50. Cfr. anche LA CECILIA, op. city, v. II, p. 45.