Rassegna storica del Risorgimento
"APOFASIMENI"; MASINI (DE') NAPOLEONE ; SOCIET? SEGRETE
anno
<
1934
>
pagina
<
329
>
Napoleone De1 Musini e gli Apofasimeni 329
logna, assegna agli Apofasimeni del De' Masini Felice Orsini, Giù-seppe Galletti e un Marzoli. La memoria, però, deve aver tradito l'antico patriota, che Felice Orsini non potè certo appartenere allora alla setta, essendo nato nel 1819 e la società disciolta nel 1834 (può forse trattarsi di suo padre, Giacomo Andrea), e il Marzoli non può già identificarsi nel Mazzoli compagno dei Bandiera e morto poi in Grecia* di cui parla l'Aglébert, perchè quello si chiamava Tommaso e non Federico. Così pure è errata la data del 1838 indicata dall'Aglehert per gli arresti.
I misteriosi convegni e gli imprudenti discorsi non dovevano restare a lungo nascosti alla polizia, che per mezzo di un segreto confidente ebbe presto notizia che il De' Masini oc potesse aver fondata in Bologna una nuova società segreta sotto la denominazione di Milizia Apofasimena e che ne fosse Centurione. Furono allora dati gli ordini per una perquisizione, che venne effettuata in casa di lui la notte dal 25 al 26 settembre 1834. E fu perquisizione fruttuosa, perchè si trovarono nascoste armi militari ed altri effetti non che le carte più interessanti relative alla società suddetta e queste occultate nel camerino della latrina, e murate nella celata superiore della medesima insieme con due stili, un coltello fermo al manico, una coccarda tricolore, una fascia di lana bianca, rossa e verde, cioè proprio il materiale, che secondo l'articolo 5 del Regolamento degli Apofasimeni ogni socio doveva tenere presso di se (13).
anche Cesare Salvigni, suicida a 30 anni, cugino di Felice Orsini, fosse parente di Giovanni e Luigi. Cfr. F. ORSINI, Memoirs and adventures, Edimburgo 1857, p. 24. Sul Petroni, più famoso di tutti, cfr. A. COMANDINI, Cospirazioni di Romagna e Bologna, Bologna, Zanichelli, 1899, pp. 509-513, G. MAIOLI, Giuseppe Petroni, in // Comune di Bologna, gennaio 1929. n. 1, S. GUCLIELMETTI, G. Mazzini e i suoi seguaci di Roma, in Rassegna storica del Risorgimento, XVI (1929), fase. I, id. in M. Rosi, Dizionario, cit., v. HI, pp. 862-863. Su lui v. pure MAZZINI, S.E.I. cit., voi. XLVHT, XL1X, L, passim. Gaetano Colomharìni prese poi parte con il fratello Raffaele al moto di Savigno.
(13) A p. 7 del Ristretto le armi sequestrate sono così specificate: ce Quattro fucili militari con sue baionette ben conservati, perchè involti con cimose di lana, e ben organizzali, cosi giudicati dal perito archibugiere; una spada con cintura di corame; una sciabola militare; un cappello appuntato alla militare; un giaccò di soldato d'infanteria ; un bonnet di panno verde filettato rosso con striscia bianca in argento; quattro giberne; un capotto di panno alla militare; una mun-tura di panno verde, con mostregialure rosse; un sottocorpetto di stessa uniforme; ottantatrè cartuccie formate di polvere sulfurea, a palle di piombo per uso di fucile; un fucile a due canne da caccia; e due pugnali triangolari della lunghezza fra manico e lama di nove onde, ed un quarto con manico di osso negro e tra-versetto di ottone; un coltello scrratore a molla a scrocco, lungo fra manico e lama 14 oncie, con punta accumulata , armi tutte proibite quoad omnia .