Rassegna storica del Risorgimento
"APOFASIMENI"; MASINI (DE') NAPOLEONE ; SOCIET? SEGRETE
anno
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1934
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pagina
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331
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Napoleóne De* Mastiti e gli Apofasimeni 331
del De' Masini, si recò nascostamente a Bologna il 25 settembre, e di qui, senza passaporto, fuggì in Toscana. Poco dopo potè imbarcarsi a Livorno per la Francia, ove, trovandosi privo di mezzi, si arruolò nella Legione Straniera la quale, dopo aver sostenute varie battaglie sulle coste dell'Africa, fu donata a Donna Cristina di Spagna , come è detto nel nuovo Ristretto contro il Colombarini.
Raggiunsero così il De1 Masini in carcere il Petroni, il Bertocchi, il Guidicini, il Curti e il Salvigni. I primi tre, a dispetto dei classici soprannomi, non ambirono affatto a crearsi una fama di eroi, che fin dal primo momento
a confessarono limpidamente di essere stati sedotti dal contumace Corazza lutti separatamente in novembre o decembre 1832 a recarsi in differenti sere e ciascuno isolatamente in casa del Masiua per far parte di una unione patriottica, e di essere stati costretti a firmare la formula del giuramento avanti un Crocifisso ed un pugnale senza essersi potuto ricusare di farlo, sebbene contro volontà dopo la prima giovanile imprudenza di aver ceduto all'invito benché non potessero immaginare che si volessero indurre a tanta enormità .
Il Curti e il Salvigni tentarono di difendersi negando tenacemente durante gli interrogatori di essere mai stati in casa De9 Masini, smentendo che le firme incriminate fossero le loro, pur ammettendo una certa somiglianza di scrittura. Ma anche questo loro contegno durò poco. Né più felici, anche se più recise, furono, come vedremo, le difese del De' Masini.
Sottoposte intanto le risultanze all'esame della Segreteria di Stato e fattasene relazione al Pontefice (23 gennaio 1835), questo si degnò di prendere in considerazione l'inesperienza dell'età dei tre confessi , le buone loro qualità precedenti, <c il pentimento dimostrato nell'aver ammesso il fallo , il fatto che quando firmarono non s'era ancora consolidato l'ordine pubblico, l'impossibilità di provare altro accesso dei medesimi in casa del Masina, o altra unione sediziosa con persone sospette e ordinò fossero messi in libertà a coi vincoli e comminatorie che il S. Padre rimise al prudente arbitrio dell'E.mo Commissario (15).
Quando il Curti e il Salvigni seppero della liberazione dei tre confessi Petroni, Bertocchi e Guidicini, decisero di mutar contegno e il 6 febbraio lo stesso giorno in cui elessero a proprio difensore pressò il Turno speciale della Sacra Consulta l'avv. Giuseppe Morandi chiesero di essere sottoposti a nuovo costituto. In mancanza degli atti
(15) Dispaccio 24 gennaio 1835, n. 25473. La liberazione avvenne il 31 gennaio.