Rassegna storica del Risorgimento

"APOFASIMENI"; MASINI (DE') NAPOLEONE ; SOCIET? SEGRETE
anno <1934>   pagina <336>
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336 * Alberto M. Gkisalberti,
Preceduta da un'esposizione che non era altro che un ristretto del Ristretto la sentenza condannava il De' Masini a. come agente prin­cipale nel delitto di fondazione di nuova società segreta per l'art. 99, par. 1 del Regolamento penale a 20 anni di galera, e in più a due anni di detenzione (art. 122) come colpevole di ritenzione di armi vetite in primo grado . Giovanni Sai vigni, per gli articoli 96 e 99, par. 1 veniva condannato a 5 anni di opera pubblica ed Enrico Curri (art. 96, 99, par. 1 e art. 7, par. 2) a 3 anni di detenzione: da inco­minciare tali condanne per tutti e tre dal primo giorno dopo i tre mesi dell'attuale loro deténzione .
Già l'avvocato Morandi nella sua difesa aveva cercato di com­muovere i giudici mettendo in evidenza per il Curti e il Salvigni la civiltà della loro condizione, la pochezza della loro età e con quanta onoratezza e con quanto amore alla religione ed allo studio si sieno essi diportati mai sempre, e prima e dopo il confessato loro fallo : tutta la colpa era della a forte seduzione patita e di una momen-tenea aberrazione e non già effetto di <c malignità di massime od avversione all'altare ed al trono . I giudici in cuor loro ne dovevano essere convinti, sicché non fu difficile presentare sotto luce favorevole il caso dei due giovani nella relazione al Pontefice e ottenere per il Curri e il Salvigni la grazia <c a condizione però che debbano entrambi passare per quindici giorni in qualche casa religiosa a fare gli esercizj spiri­tuali, e che nel dimettersi dalle carceri gli venghino ingiunti i consueti precetti politici secondo il prudente arbitrio del Commissariato di Bologna (20).
Comunicata la sentenza agli interessati in Bologna, il Curti e il Salvigni venivano fatti entrare per il temporaneo ritiro nel Convento dell'Osservanza e il De* Masini era destinato al reclusorio di Civita Castellana a scontarvi, unico, la condanna. Tanto più grave questa, in quanto appunto una delle ragioni che avevano indotto allora e indur­ranno più tardi a grazie e diniinuzioni di pena ai colpevoli era stata la eonaiderazione che la società segreta appena istituita non aveva avuto il menomo progresso, ne si erano più i soci riuniti fra loro . Un bel risultato veramente aveva conseguito il pasticcio carbonaro degli Apofasimeni!
Anche l'antico Centurione, non tardò molto a beneficiare di una prima riduzione, che il 6 agosto 1836 la pena gli fu dimmutita a un-
(30) Dispaccio dei Cardinal Segretario di Stato, n. 37705, del 5 ottobre 1835.