Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; VICENZA ; LEGIONE ROMANA
anno
<
1934
>
pagina
<
344
>
344
Giovanni Maióli
mica essersi fermato in un'osteria distante un miglio ed aver detto che fra un'ora ritornerebbero. Ciò conforme a La relazione de* sergenti Ardisson Augusto e Pasini Achille della 3* Compagnia usciti prima ad esplorare, i quali avevano riferito che* a tre miglia eransi imbattuti in uno squadrone di cavallerìa. Poco dopo il milite Valenimi Alessandro uscito pure col suo fratello Pietro dalla barricata esplose il fucile contro un Ungherese che l'inseguiva, né fu quegli rientrato che si vidde a piccole torme traversare la strada l'infanteria nemica.
Incominciossi pertanto il fuoco di moschetto il quale divenne presto continuo e nutrito assai bene d'ambe le parti. Tenne a questo poco appresso un fuoco solenne di artiglieria. 11 primo colpo battè il trave superiore della barricata rovesciando i militi che la guardavano. Ma questi tornarono tostamente al loro posto gridando a Viva Pio Nono . Io era su quella barricata animandoli come è dovere del Capo di Battaglione coli*esempio ; cosi il colonnello Del Grande Com.te la Legione scorreva di barricata in barricata parlando parole degne di chi comandava a gente animosa. Nei primi colpi di mitraglia rimaneva ferito il maggiore del primo Battaglione Ercole Morelli nella parte sinistra del viso, mentre faceva le parti del buon soldato. Il fuoco diveniva sempre più. vivo; dopo le due pomeridiane mi è riferito che il colonnello era stato colpito in un'anca da un razzo, e trasportato all'ambulanza fu morto.
Le sue ultime parole furono Viva Pio Nono Viva l'Italia , grido che udivasi nel Borgo ripetere da tutti i legionarj allo scoppiare d'ogni bomba, al fischio d'ogni palla, al cadere d'ogni proiettile. Feci che rimanesse celata quella sventura ai legionarj fino alla sera.
A destra della prima barricata fu innalzata una barricata di vinchi, e di botti dai militi della compagnia stessa, che nuovi erano affatto a quei lavori per impedire che il nemico girasse a bell'agio da quel lato; e questo fu salutare divisamente). In fatti come il Monte non poteva più proteggere col nostro cannone quel terreno, vi si gettarono i nemici nel pensiero di prenderci alle spalle; ma li colpi a quella barricata per se dcbbole (sic) tal grandine di palle che dovettero, lasciando un mucchio di morti cessar dall'impresa. Io passai da questa alle barricate di sinistra difese dalla 3*, e 6 Compagnia, poiché m'avvidi che il nemico girava da quel lato. Giunsi infatti quando quelle due brave compagnie comandate dai Cap.i Ma-lagricci e Sansoni oltrepassando le barricate avevano fatto strage prima coi moschetti dall'alto di un tetto, indi caricando alla baionetta, di un intero Battaglione di nemici uccidendo loro il colonnello e molli ufficiali, e ritornavano carichi di spoglie * austriache. Lodai, animai, accompagnai quei militi onde proseguissero con calore nella difesa. Il cannone del cap. Calandrella mieteva vite da quel lato; io lo richiesi dì nn obizzo per rinforzare lo prima barricata nella quale durava continuo lo sforzo del nemico, in onta della viva fucilata (sic) dei nostri e del cannone svizzero che aveva supplito a quello di Vicenza inutilizzato. I militi si mescolarono agli svizzeri uscendo per spiegarsi in tiraglieli; si gli uni che gli altri si batterono alla disperata.
Il fuoco si dei moschetti che dei cannoni durò sempre continuo e prepotente fino alla sera, allorché mi giunse l'ordine di spiegar bandiera bianca. È perdonabile ai giovani che con ardire degno di vecchi soldati avevano non curando né stanchezza né cibo dalla mattina alla sera respinto sempre nuovi nemici, se non sapendo a quali condizioni stessero le posizioni del monte e lo nostre munizioni si ricusassero d'innalzarla; sarà perdonabile a me stesso se nel primo impeto dissi ai miei che