Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; VICENZA ; LEGIONE ROMANA
anno <1934>   pagina <345>
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Lo prima Legione Romana alla difesa di Vicenza 345
noi morremmo sulle barricate prima di cedere, tanto più che rinvenuto dall'entu­siasmo e considerando la mia responsabilità mi limimi a domandare un ordine in iscritto. Perciò mi feci lecito riportare il cannone al suo posto e perdurare nella difesa respingendo di forza il nemico che già prendeva la barricata. E forse fu questa l'ora in cui i militi della 4* Compagnia fecergli sentire cosa essi valessero misurandosi con lui corpo a corpo.
Dovrò dire chi si e distinto nella Legione per ardite prove? tutti: ufficiali e militi: che tutti furono al loro posto intrepidamente; e se alcuni operarono meno degli altri fu ciò perchè il nemico attaccò più questo che quel punto. Io ho veduto fremere tutti di desiderio di accorrere, ov'era più vivo il fuoco e rattenerlì a stento la voce degli ufficiali, all'idea che il nemico attaccando la loro barricata potesse trovarla indifesa. Di coloro pertanto cui fortuna fa più prodiga di occa­sioni per giovare la difesa delle posizioni io farò parlare i comandanti le Com­pagnie con un sunto dei loro rapporti, in cui mi è data nota di quelli che morirono o furono feriti gloriosamente nel luogo dell'azione.
Avvertirò solo per quelli che non appartenendo alle Compagnie non possono da esse essere avvertiti; che il Ten.te colonnello del 2 Batt.ne P.pe Simonetta si distinse per coraggio trascorrendo qua e là dove erano i suoi e li animava con degne parole; ne contento di ciò mi accompagnava spesso visitando le barricate del 1 Battaglione con energia veramente italiana; e il chirurgo maggiore Roberto Leonini fa colpito dal cannone in una gamba allorché accorreva alla cura di un giovanetto ferito; il ten.te colonnello De Angelis si battè alle barricate come sem­plice milite; che il maggiore Eugenio Anieni fa indefesso di accorrere qua e là dove urgeva il bisogno delle monizioni e dell'ambulanza.; che il maggior Morelli Ercole si distinse per energia veramente italiana finché la ferita che gli toccò non lo tolse all'azione; che il Ten.e d'armamento Tommaso Tommasoni non mancò mai al geloso suo incarico. Aggiungerò che per la posizione' in cui erano i capitani Monéta Cesare, Malagricci Luigi e Sansoni Odoardo poterono sovra gli altri sperimentare il proprio coraggio "e hi prova che ne fecero merita lode. Dovrei nominare altri molti, ma tutti intendono far sacrificio della loro individualità all'onore generale della Legione: e se io li taccio son costretto a tacerli per loro richiesta. Di me non parlo: io ho fatto meno di quello che avrebbe voluto il mio cuore che da lnng'ora è acceso dall'amore d'Italia. Dnolmi solo che la morte abbia risparmiato me piuttosto che il mio colonnello.
Il Comand.e la Leg.ne Il Col.o B, Galletti Timbro della Legione: Legione Italiana Romana
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Non ostante così splendide prove, la guerra del 1848 finì disastro* samente. Ma bisogna pensare che, come nell'ordine fisico, tardano a venire i frutti, così, negli avvenimenti umani, ;ì. lieti risultati, che talora paiono venire improvvisi ed inaspettati, derivano invece la loro ragion d'essere diretta, logica, indiscutibile dai sacrifici, dalle lotte, dalle sventure, antecedentemente, nel caso nostro, valorosissimamente sopportate.