Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <352>
immagine non disponibile

352 Luigi Antonio Pagano
menio, provocando grande eccitameli lo negli animi (18); a Palermo eran dapprima pervenute incerte nuove di movimenti di truppe in Calabria per un'insurrezione ivi scoppiata, ma la cognizione precisa degli avvenimenti, già compiuti, si ebbe solo il 3 luglio, all'arrivo, cioè, del piroscafo Pompei (19).
Le notizie della disgraziata impresa di Sapri, come è facile sup­porre, si divulgarono ben presto nella capitale dell'Isola. Da qui pro-pagavansi nelle altre città principali, cagionando ovunque una forte emozione ai liberali, che vedevano miseramente soffocata quella nuova favilla, che avrebbe potuto far divampare la grande fiamma rivoluzionaria nel regno. Suscitaron pure le ansie dei parenti dei numerosi esuli, timorosi della sorte dei loro congiunti, se partecipi all'infelice moto (20), circolarono anche voci d'imminenti disordini, alla cui prevenzione fu subito diretta l'opera del Maniscalco che, fra P altro, faceva arrestare i capi delle antiche squadre del '48 e gli elementi ritenuti più pericolosi e turbolenti. Nei rapporti sullo spirito pubblico, vergati proprio in quei giorni dal Maniscalco colla solita chiarezza e vivacità di stile, e trasmessi a firma del Castelcicala, Luo­gotenente Generale in Sicilia al Cassisi, Ministro per gli affari di Sicilia in Napoli, trovasi efficacemente ritratta l'agitazione degli animi nelle popolazioni siciliane prodottasi per effetto degli avvenimenti di Ponza e del distretto di Sala, e durata, però, breve volger di tempo, perchè i provvedimenti di rigore e le intimidazioni poliziesche, ivi pure descritti, riusàvan a far rientrare, sia pure apparentemente, nella calma il popolo di Sicilia, che si chiudeva ancora ima volta in silen­zioso raccoglimento, attendendo tempi più propizi, e non troppo lontani, per la sua liberazione.
Dai medesimi si rileva, altresì, la particolare sensibilità patriottica del popolo siciliano, il quale era agitato e scosso anche da qualunque
(18) Cfr. N. ROSSELLI, Carlo Pisacane, eh., pag. 323.
(19) II resoconto ufficiale degli avvenimenti fu pubblicalo in Palermo sol­tanto il 5 luglio nel supplemento al Giornale Officiale di Sicilia del 4 luglio ""S,?.
(20) t siciliani partecipi alla spedizione di Sapri furono otto, quasi latti militari in punizione a Ponza, che di la seguirono la spedizione stessa, cioè: Giu­seppe Caputo e Giuseppe Langelotti di Palermo, Giuseppe Magno di Monreale, Carlo La Fata di Partinico, Giovanni Bonito, Felice Moline, Nazareno Moline e tal Pugliese tutd di Messina. Secondo un documento trovalo nel cadavere di Pisa-cane, il Caputo era capo della 10* squadra della 3* compagnia e Nazareno Moline capo della 8* squadra della 2* compagnia. 11, Archivio di Stato, Palermo, Ministero Affari di Sicilia in Napoli. Busta 1225. Cfr. anche P. E. BII.OTTI, La spedizione di Saprì, cit., pag. 181.