Rassegna storica del Risorgimento
NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
<
1934
>
pagina
<
353
>
La spedizione di Sapri e ila prigionia di ia fòicotera 353
avvenimento rivoluzionario, che avvenisse nella penisola (spedizione di Sapri, moti di Genova e Livorno).
Riportiamo integralmente, il contenuto dei tre interessanti rapporti :
1.
(al Ministro Cassisi)
Eccellenza
Martedì ultimo al giungere del piroscafo Calabrese divulgavate la nuova che quattro fregate a vapore cariche di truppa eran partite da Napoli alla volta delle Calabrie, ove la malignità diceva che divampava la insurrezione. La mala nuova corse per la città, e senza agitare gli animi destò nei novatori e nella parte guasta ciella plebe inusitata gioia.
Gli avvenimenti di Ponza, di Sapri e del distretto di Sala s'ignoravan completamente dal pubblico ed ieri solo all'arrivo del <c Pompei , la città apprese l'insano tentativo dei fuorusciti, la cattura del piroscafo che li portò alla fòlle impresa, la loro sconfitta e il trionfo completo del R. Governo che ha visto con soddisfazione le popolazioni salde nella fede al Sovrano associarsi alle reali ywflizifl per combattere e conquidere quelle bande numerose di fuorusciti.
Questi fatti hanno rincoralo i buoni ed onesti sudditi sì facili ad allarmarsi ed hanno prodotto una profonda impressione nell'animo dei novatori, i quali in questa fallila impresa (la più importante e la più audace essi dicono che abbia mai tentato Mazzini) han provato un crudele disinganno e favellandone ieri sera in vari luoghi con un sogghigno diceasi si aspettava una scintilla alla mala soddisfazione dei popoli per vederli accendere ed insorgere è arrivato a un gran fuoco e si è veduto il contrario. Credete alle favole dei liberali, credete a alle declamazioni dei malcontenti e del giornalismo .
Questa volta il disastro toccato alla banda mazziniana non ha trovato increduli e solo vi è una certa ansietà nei congiunti di taluni fuorusciti i quali temono che si fossero trovati nella temeraria impresa ed aspettano con inquietitudine che sappiasi se v'erano siciliani e chi vi fossero.
Le male voci intanto di una turbazione dell'ordine pubblico che avverrebbe nelle vicine feste di S. Rosalia non sono cessate e sonovi parecchi individui notissimi per male opere nel tempo dell'ultima rivoluzione, che vanno fomentando le passioni rivoluzionarie e suscitando una fermentazione, non trovano più aderenti e la Polizia sta loro di sopra, rincalza e preme. Qualcuno dei più audaci è stato tenuto in arresto e fra gli altri il più pericoloso fra lutti un tal D. Mariano La ariano (21).
(21) Il Lauriano, capo maestro fontaniere, mescolato in tutte le coagitazioni politiche, veniva arrestato anche nel marzo 1860 come provocatore di disordini antiborbonici. V. Rapporto del Lnog. Gener. di Sicilia al Ministro per gli affari di Sicilia Cumbo. F. GUABDIONE, II dominio dei Borboni in Sicilia dal 1830 al 1861, Torino 1907, II, pag. 157, riportato anche da F. CHISPI, I Mille, Milano 1911, pog. 386.
Palermo 4 luglio 18S7