Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <358>
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58 Luigi Antonio Pagano
<k Stante la fortuna patrimoniale di questo condannato - - scriveva il Castel-cicala al Cassisi e i grandi rapporti che ai ha allo straniero col partito rivolu-stonarlo, io ho raccomandato alle autorità civili e militari in Trapani di tenere il N. rigidamente custodito ed impedirgli che avesse consondo e comunicazione con chicchessia
Io son persuaso che le autorità faranno il debito loro ma non posso ristarmi dal palesare a V. E. le mie dubbiezze e le mie inquietudini sulla securtà della custodia di questo pericoloso condannalo, tanto per la poca solidità delle pfc gioni della Colombaia, quanto pel traffico continuo che vi è in quel forte per la sua prossimità alla città.
L'esperienza di tutti i tempi e di tutti i paesi ci ha dovuto ammaestrare sulla facilità delle evasioni, quando si ha molto denaro da spendere, partigiani influenti e potenti come sotto quelli della setta mazziniana cui appartiene, il Nicotera.
A dileguare queste crucciami apprensioni, prego V. E. di volére pigliare l'ordini superiori (sic) per tramutare questo condannato nel solitario e non tanto accessibile forte di S. Caterina di Favignana ove saranno rinchiusi i quindici stranieri condannati pei fatti di Ponza e Sapri chiudendolo in separata prigione. Persuaso che V. E. accoglierà queste mie preghiere rimango in aspettazione delle superiori disposizioni (31).
Invero, le misture di sorveglianza per evitare qualsiasi tentativo di evasione dalla Colombaia erano rigidamente applicate nei con­frónti del Nicotera come ebbe ad assicurare l'intendente di Trapani, conte di Capace, al luogotenente generale di Sicilia. Egli veniva rin­chiuso in un locale corrispondente alle superiori prescrizioni, avente una porta d'ingresso in altro locale, ove passeggiavano i detenuti politici, ad evitare, però, che avesse contatto con chicchessia era posta una sentinella per vigilare dì e notte l'ingresso della sua cella (32).
Brevissima fu la permanenza dell'eroe Calabro nel carcere della Colombaia, perchè il re b or bone Ferdinando U, in data del 16 set­tembre dello stesso anno '58, aderendo alla proposta fatta dal luogo­tenente generale di Sicilia, consentiva che il N. fosse trasferito al forte di S. Caterina in Favignana.
L'ergastolano patriota raggiungeva ben presto il nuovo luogo di pena, ove qualche mese innanzi, cioè alla fine di luglio '58, erano già stati inviati dal governo napoletano i quindici prigionieri stra-
(31) R. Arch. di Stato, Palermo-, Min.ro e Segreteria di Stato presso il Luo­gotenente Generale, Polizia, Busta 1292 cit.
(32) Rapporto dell'Intendente della Provincia di Trapani al Luogotenente Generale di Sua Maestà in Sicilia, in data del 4 settembre 1858, in R- Arch. di Stato di Palermo, Ministero e Segreteria di Stato presso il Luogotenente Generale, Polizia, Burta 1481.