Rassegna storica del Risorgimento
NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1934
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pagina
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360
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S60 Luigi Antonio Pagano
Colombaia, il padre Alfonso da Striano (40), cappuccino, ed il sacerdote Domenico Mastruzzi (41), patrioti ben noti. Ancora, nel dicembre dello stesso anno, in occasione dello svolgimento dì una istruttoria relativa ad una congiura settaria diretta a cambiare la forma del governo, ordita nel bagno penale di Pescara, il giudice istruttore di Chieti, aveva, fra l'altro, ricavata la circostanza che l'ergastolano Nicotera tenesse corrispondenza criminosa all'esterno e avesse manifestato ad altri condannati un progetto avente per scopo di attentare alla vita del Re di Napoli; aveva inoltre sorpreso presso l'ergastolano Giovanni Gagliani in S. Stefano una lettera direttagli da Genova dalla signora Odile Poggi di Lerici, madre del Gaetano, rinchiuso nel bagno di Favignana, dalla quale si desumeva di poter esistere carteggio segreto tra lì condannati politici stranieri giacenti nel detto bagno, e di cui abbiamo dianzi riportato i nomi, col suddetto Gagliani e con altri condannati di Pescara: Nicola Giordano, Luigi La Sala, Francesco de Martino.
Va ricordato che tanto l'ergastolano Gagliani che gli altri tre detenuti Giordano, La Sala e De Martino avevano pure partecipato alla impresa di Sapri (42) ed erano stati perciò condannati dalla G. Corte Criminale di Salerno; insieme al Nicotera, alla pena di morte poi commutata pel Gagliani nell'ergastolo e per gli altri a vari anni di galera.
H giudice predetto aveva creduto suo dovere di informare di tutto ciò le autorità di Sicilia, perchè avessero provveduto a rigorose perquisizioni, onde scoprire le oscure trame dei prigionieri di Favignana.
L'inchiesta relativa fu svolta, per incarico del Procuratore Generale di Trapani, dal Regio Giudice del Circondario di Favignana.
(40) Padre Alfonso, da Striano in Basilicata, durante la sollevazione di Cefalù, iniziata il 25 novembre 1856, aveva percorso le vie della citta, incitando quei naturali ad insorgere. Per la partecipazione al moto predetto fu condannato, insieme ad altri rivoltosi, alla pena di morte, poi commutata a 18 anni di ferri. Cfr. A. SANSONE, Cospirazioni e rivolle di F. Bentivegna e compagni, Palermo 1891, pag. 107, 155, 174; sul medesimo cfr. anche tik-JÉ.- Bit.orri, La spedizione di Sapri, eit., pag. 10, nota 2.
(41) TI sacerdote Maetruzzì, di Palermo, come autore di un ardilo proclama, col quale incitava il popolo siciliano alla rivoluzione, inneggiando alla decadenza delta dinastia borbonica già votata dal Parlamento Siciliano nella storica seduta dell'aprile 1848 era stato condannato il 29 settembre 1851 dalla Gran Corte Criminale di Palermo alla pena di 24 anni di ferri. Cfr. F. GUAKDIONB, Il dominio dei Borboni in Sicilia dal 1830 al 1861, Torino 1907, II, pag. 25, 61. A. SANSONE, Una lotta undicenne, La Sicilia dal 1849 al 1860, in Archivio Storico Siciliano, N. S., anno 1930, pag. 132.
(42) Cfr. P. E. Bturan, La Spedizione di Sapri, cit., pag. 144, 156.