Rassegna storica del Risorgimento
NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1934
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pagina
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361
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La spedizione di Sapri e. la prigionia di ( Nicotera 361
Francesco Nunnari, che ebbe ad esporre allo Intendente di Trapani ì risultati che qui appresso riassumiamo (43).
Presso il prigioniero Carlo Rota furono trovati due pezzetti di carta, formanti insieme la quarta di mezzo foglio, nei quali era scritto a matita in sole tre facciate; avendone il giudice richiesta la provenienza, il condannato dichiarava che quelle note erano state scritte di suo pugno ai 2 dello scorso mese "di novembre, cioè nel giorno della commemorazione dei Defunti, in memoria delle 83 vittime cadute nell'impresa di Sapri. Per quanto riguardava l'accenno di una lettera letta dal Nicotera, il Rota aveva ammesso d'averla scritta per lui, ma si era rifiutato di dare altre spiegazioni, dicendo di aver ciò fatto in uno slancio della sua fantasia. Ecco il testo del documento rinvenuto, in cui è vergato il commosso omaggio del condannato alla memoria dei Fratelli martiri, cui lo legava il vincolo di una stessa fede, ed è consacrata la piena fiducia nel prossimo trionfo dello ideale di libertà della Patria, con la fine della barbarie, della sfrenata oppressione :
a Pace o anime benedette, pace, ma che forae l'uomo morendo non cessa di battagliare con eè col mondo e colla natura? È vero che dubbia è tutt'ora la sorte che spetta all'uomo, perchè ha cessato di vivere, ma è certo che per coloro che han finito di essere affrontando il martirio avvi o non avvi vita futura per essi la terra che li ricopre è lieve il cielo li si è fatto stanza, chi viene ancora li benedice ed una lacrima pietosa e riconoscente scalda le loro ceneri.
A Voi, quindi, o anime dei miei eroici compagni, che giovini v'immolaste sullo altare della Patria io consacro in questo dì, tutti i miei affetti, tutti i miei sospiri e dal fondo dell'animo non v'imploro pace, perche a Voi che foste martiri, non può certo mancare, ma compreso di venerazione e prostrato innanzi le vostre immagini, vi chiedo pace per quella terra che bagnaste di sangue, per quei fratelli, che invocano i fratelli, per quei figli che han rinunziato la madre.
Si, o anime generose ed immortali, patrocinate innanzi al sommo Tribunale la causa degli oppressi.
Dite a quella mano invisibile che dà moto all'universo che l'umanità è
stanca di soffrire, che è ormai tempo di vedere cessare la barbarie che .si
colla sua Divinità. E voi il giorno in cui suonerà la tromba della libertà, scendete cogli . . . (qui terminava la scrittura sul primo pezzettino dì carta leggibile in tutte e due facciate. Nell'altro leggevasi quanto segue): Che ve ne pare? non ha torto perchè sarebbe una grossa inavvertenza di mettere in balìa nn biglietto che potrebbe compromettere la persona che devu riceverlo od un uomo che non
(43) Rapporto del R. Giudice F. Nunnari in data 20 dicembre 1858, nella citata busta di N. 1481 del Ministero e R. Segreteria di Stato presso il Luogotenente Generale, Rip. Polizia.