Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <362>
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362 Luigi Antonio Pagano
conosce di quali . . La vostra avvertenza la terremo a calcolo. Il fratello Nlco-tera lesse il vostro biglietto e vi dava mille baci unita alla speranza di sapervi presto tolto dal criminale ed altrettanti che pria di voi pure martiri. Guidate i combattenti alla vittoria, dirigete i loro colpi, sostenete lo stendardo della giustizia, fategli scudo colle vostre ombre. Vale, o anime angelicite, questo unni tributo di devozione da queste squallide volte vi offre il vostro fratello a cui la vita sorride ancora perchè alimentata dalla speme di poterla pendere al ser­vizio della ... e sulle vostre ceneri rinnova il giuramento di seguire senza vol­gere indietro (44).
Nella perquisizione eseguita a Gaetano Poggi, di Lerici (45), si trovò una lettera a lui diretta dal vice Concole sardo in Trapani, altra della sorella Giuseppina ed altre ancora di congiunti degli altri pri­gionieri compatrioti del Poggi, i quali avevano incaricato la Giusep­pina Poggi di inviarle al fratello per farle pervenire ai destinatari.
Omettiamo di riportare, perchè di scarso interesse, la lettera del Vice Console Sardo, colla quale si annunzia soltanto al Poggi l'arrivo di colli contenenti roba usata e diretti al medesimo e ad altri quattro condannati. Sono, invece, degne di esser note, e le riportiamo, le altre lettere, una della Giuseppina Poggi al fratello, l'altra di Chiarina Porro diretta al consorte Domenico (46), altra di Caterina Faridone diretta al consorte Cesare, ed altra ancora diretta dalla stessa Giusep­pina Poggi a tutti i quattordici compagni di pena.
In queste missive le generose donne liguri, dando prova di forza di animo veramente sublime, con espressioni piene di affettuosa tene­rezza confortano i cari congiunti, esortandoli a non disperare in una
(44) I puntini corrispondono alle parole illegibili o alle lacune esistenti nel documento che era ridotto a brani.
(45) Gaetano Poggi di Lerici (1834-1887) figlio di Enrico e di Odile dei Marchesi Botti, non fratello di Felice, navigò da giovane come marinaio nei legni della marina ligure. Seguì Pisacane nella spedizione di Sapri ed a Padula fu fatto prigioniero dai borbonici. Condannato a 25 anni di .ferri, fu inviato a scontare la pena nell'isola di Favignana. Durante là prigionia assistette affet­tuosamente il Nicoiera nella cura delle ferite riportate a San za, e dopo la libe­razione fece parte della brigata organizzata dallo stesso Nicotera a Castel Pucci. Ritornò alla vita marinaresca e mori a Buenos Aires durante un viaggio. F. POGGI, in Dizionario del Risorgimento Nazionale a cura di M. Rosi, Milano 1933, voi. IH, pag. 922.
(46) Domenico Porro di Lerici (1827-1914) da giovane si dedicò all'arte ma­rinaresca e fece la campagna di guerra del 1848-49 nell'Adriatico ; nonostante avesse moglie e due figli partecipò alla spedizione di Sapri e nel combattimento di Padula riportò ferita nell'occhio sinistro. Fu condannato a 25 anni di ferri, che scontò nelle carceri dell'isola di Favignana. Ottenuta la liberazione ritornò a navigare e durante gli ultimi anni fece il barcaiuolo nel porto di Genova. Cfr. F. POGGI in Dizionario Risorgimento Nazionale a atra di M. Rosi, cit., IH, pag. 932.