Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <363>
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La spedizione di Sapri e la prigionia di G-, ìSicotcra 363
prossima liberazione, nonostante la dura condanna riportata, di cui avevano avuto poco prima l'annunzio.
(A Gaetano Poggi)
Lerici 12 agosto 1858 Carissimo fratello,
È stato per me mi gran dolore quando ho ricevalo la lettera della cara mamma (47) nella quale mi diceva della tua dolorosa separazione da lei e della tua improvvisa partenza e così lontano, ti prego di avere pazienza, di farti coraggio e sperare nella provvidenza che ti ha voluto salvo dai tuoi nemici, ti porrà rendere nn giorno libero nel seno della tua cara famiglia, fatti coraggio e spera che tutti sperano che i 25 anni non arriveranno a essere 25 mesi.
State tutti uniti da veri fratelli e amatevi e compatitevi l'uno' con l'altro. Dì al tuo fratello compagno di catena che io l'amavo da fratello, ma dopo che ho inteso una lettera della buona mamma lo amo sempre più e che stia allegro.
Farai tanti saluti a tutti i tuoi cori fratelli ed in particolare ai miei compari cioè Done, Cinno, Mazzoni, Cesare, Carlo Rota, Giuseppe Santandrea, anche per parte della Clotilde (48), ed Angiolino che dice sempre di esser piccino, che se fossi più grande andrei ad aiutare tutti i miei fratelli a portare la catena, esso ti bacia di cuore come pure la Clotilde, la nonna, la Colombina, zio Teodoro e famiglia Ferdinando e poi tutti gli amici. Ricevi un bacio ed un abbraccio dalla tua sorella che ti ama di cuore e che tutte le sue passioni sono di non poterti vedere e godere in famiglia come per il passato ma speriamo in avvenire che il Signore impietosito delle nostre lacrime ti renderà un giorno libero alla tua famiglia. Angiolino, Clotilde ed io ti preghiamo quando potrai farci avere tue care notizie e di conservarti in salute così cara ai nostri cuori. Ti bacio di cuore e Eono tua affezionatissima sorella
Giuseppina
(A Domenico Porro)
Lerici 12 agosto 1858 Carissimo Consorte,
Non puoi figurarti quanto è stato il mìo dolore quando ho saputo la tua improvvisa partenza così lontano ma speriamo che il Signore non vorrà lasciarci cosi a lungo separati e che vorrà unire i nostri cuori come per il passato, ti prego, caro sposo, di avere, pazienza e di farti coraggio e di mantenerti in salute così cara al mio cuore e se sapessi che stai malinconico sarebbe doppio dolore per me che adesso ho bisogno di saperti allegro ed in buona salute che è tutto
(4?) Orlile Poggi, madre del Gaetano, il cui nome, mutato anche in Adele, ricorre spesso nelle lettere sopra riportate, aveva assistito al processo di Salerno, rendendo preziosi servizi al vari coimputati. Cfr. N. ROSSELLI, Carlo Pisacane, cit., pag. 417. F. Poca, in Dizionario del Risorgimento Nazionale, a cura di M. Busi, cit.. III. pag. 122.
(48) La Clotilde Poggi, sorella del Gaetano, andò poi sposa a Domenico Mae -foni, marinaro anconitano, compagno al Poggi nella spedizione di Sopri e nella prigionia. Cfr. P. GÌANCIACOMI, in Dizionario del Risorgimento Nazionale a cura di M. Rosi cit.. III. pag. 558.