Rassegna storica del Risorgimento
NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1934
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pagina
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365
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La spedizione di' Sapri e la prigionia M . Nfaóéera WS
Eccone pure il testo :
Sambiase 10 ottobre 1858 Mio carissimo fratello
Con mio dolore ho appreso dalla cara tua in data 27 p. p. mese lo stato deplorabile in cui sei e l'assoluta mancanza di mezzi per la vita. Sto cercando ogni modo per inviarti il denaro che desideri e spero che l'avrai quanto prima. Ho già impegnato un amico in Napoli onde: s'impegnasse a farti richiamare a S. Stefano oppure a qualche altro forte in Napoli e spero che otterremo quanto desideri.
Io sarei andato di persona a Napoli, ma il fatto si è che mi han confinato in questo paese e non posso muovermi sotto pena di arresto.
Mi sorprende come non abbi ricevuto le mie lettere io te ne ho scritte diverse.
Ho scritto alla buona tua Nina ed attendo suo riscontro. Mio amato Giovanni, abbi pazienza e spera in Dio, il quale non abbandona nessuno. Tutti i fratelli, sorelle, genitori e mia moglie si salutano. Da me poi e dal mio Felicino abbi un affettuoso abbraccio ed un tenero addio, sono tutto tuo aff.mo fratello attendo tue lettere.
Carlo
Sambiase 27 ottobre 1858 Mio caro figlio,
Ho ricevuto la tua cara lettera in data del 5 corrente e sono addolorato nel sentirti ammalato e speriamo che ti passeranno in miglior forte e così potrai ristabilirti. Ho inteso della bontà che ha avuto per te l'ottimo Comandante signor D. Giuseppe Tarali le ed io mi son preso la libertà di dirigergli una mia ringraziandolo di ciò che ha fatto per te.
Allo stesso gli ho rimesso piastre dieci, una coltre imbottita, due sportoni, uno con fichi e l'altro con pere e due paia provole affinchè avesse la bontà farteli pervenire, in appresso per suo mezzo ti spedirò altra somma. Noi tutti stiamo bene, I'istesso speriamo della tua salute e ti abbracciamo tutti caramente. Addio, Rispondi subito
tuo aff.mo padre
Felice Nicotera
Nel trasmettere il risaltato delle perquisizioni e delle indagini eseguite nel forte di S, Caterina il giudice istruttore riferiva, quasi con sorpresa, come i prigionieri non avessero mostrato alcuna de* pressione di spirito, anzi diceva testualmente: essi si son voluti a manifestare più esaltati di quando godevano la libertà e come se sicuri di prossimo avvenire di cose a lor trionfo e sopratutto di tal sentire il Nicotera .
L'istruttoria, adunque, non pervenne ad alcuna scoperta rimarchevole ed il risaltato non potè essere se non un incrudelimento nelle condizioni di prigionia degli eroici condannati.