Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <368>
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368 Luigi Antonio Pagano
mare al Governo, se il vestito non è alla perfezione quanto la legge prescrive. Appena entrati nel bagno fccimo ricerca se vi erano di politici e seppimo cue vi erano circa una ventina in tutto confusi con condannati comuni.
Fra i politici che vi sono, si trova il fratello di Bentivegna (52-), Pelle­grino (53), Guarnera, i Botta, Bonafede (54), quasi tutti compromessi negli avve­nimenti del novembre 1856.
Per mezzo di questi buoni fratelli vi serissimo due lettere, una a numeri l'altra a carattere, ma a quanto pare non l'avete ricevute perchè non sapete che Bonoini è con noi. Ora da più di due mesi ci troviamo sepolti nel Castello di S. Caterina in Favignana sitnato nella vetta di un monte, dove non può penetrare anima vivente ae non i soldati che ci guardano, passeggio non ce ne danno, siamo in una stanza umidissima e a quest'ora il freddo si fa molto sentire, chi sa quest'inverno ? Già forse lo saprete noi ci tengono qui illegabilmente perchè vi fu un decreto reale che dice che tutti coloro che sono condannati nello stato di terra ferma dovranno restare colà a subire la condanna e gl'isolani nella stessa isola. Ve ne ha un altro che questo ce lo disse il capitano del vapore che il castello ove ora noi siamo è abolito per l'uso dei prigionieri, salvo nel caso che questi faccian qualche mancanza. Noi non abbiamo mancato in nulla, e pur questo Governo per vendicarsi ci tiene, ed Ogni giorno accresce le sevizie. Queste cose potreste farle conoscere con una supplica al Parlamento Piemontese, che noi come condannati nella terra ferma ci appar­tiene un Bagno di terra ferma.
Non possiamo scrivere di più perchè improvvisamente trovammo il mezzo per scrivervi e non ebbimo tempo di dirvi tutto. Accogliete da noi tutti un tenero bacio ed anche dal caro fratello N. il quale ci disse di dirvi che date un bacio alla vostra figlia Giuseppina. State sana, coraggio che noi al pari vostro abbiamo il desiderio di vedervi presto* Vostro aff.mo
Achille Perucci
Nell'altra lettera, pure intercettata, del Guarnera (55), indubbia­mente destinata ai superstiti di Sapri per evidenti frasi allusive ivi contenute, l'autore esprime il suo cordoglio ai compagni di pena per
(52) Stefano Bentivegna, fratello di Francesco, pur partecipe alla rivolta di Mezzoiuso, era stato condannato alla pena di morte, poi commutata a 18 anni di ferri. Cfr. A. SANSONE, Cospirazioni e rivolte di Francesco Bentivegna, cit., pag. 117, 174, 197.
(53) Francesco Bonafede, aveva capitanato la squadra d'insorti di Gratteri, concorrendo alla rivolta di Cefalù, ed era stato condannato con Stefano Benti­vegna ed altri a 18 anni di ferri. Cfr. F. GUABDIONE, II suolo politico di Cefalù, nel volume La Sicilia netta rigenerazione politica d'Italia (1795*1860), Palermo 1912, pag. 574. A. SANSÓNE, Cospirazioni e rivolte, cit., pag. 107, 174.
(54) Luigi Pellegrino, di Messina, era stato condannato dalla Gran Corte Criminale di Catania, con sentenza del 14 giugno '58, come colpevole di costitu-sione di banda armata alla pena di ventotto anni di ferri. Cfr. V. FINOCCHIABO, Un decennio di cospirazione in Catania (1850-60}, Catania 1909, pag. 47... F. GUAB­DIONE, I Mille, Palermo 191, pag. 11.
(55) Fa trasmessa in originale, per conoscenza, al Luogotenente Generale in Palermo, da questi rimessa in copia con apposito rapporto del 29 dicembre '58, al Ministro per gli affari di Sicilia in Napoli* Ministero Luogotenenziale, Polizia, Busta 1481. cit., Ministero affari di Sicilia in Napoli. Busta 1225, in A. S. P.