Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <372>
immagine non disponibile

372 Luigi Antonio Pagano
utenza, risparmiava ai prigionieri politici restrema condanna a morte, li sottoponeva poi allo strazio di una fine ben più crudele, perchè più lenta, nelle orride segrete dei bagni penali del Napoletano e della Sicilia (specialmente orribili, nel Napoletano: quelli di Nisidia, Ischia, Montefusco, Montesarcliio, S. Stefano, etc; in Sicilia: il Ca-stellamare di Palermo, i dammusi di Monreale, il Criminaletto di Messina, la Colombaia di Trapani, S. Caterina e S. Giacomo in Favi-gnana e vari altri).
Ecco il contenuto della lettera del N.
Caro fratello
Manco di tuo riscontro alle due mie in data sette e veutisei dicembre quindi non credo inalile scriverti la presente. In quella del ventisei ti informavo di aver diretto due domande una al Luogotenente Generale, l'altra allo ispettore dei luoghi penali di Sicilia ai quali ho esposto il mio orribile stato, cioè chiuso in angusta e quasi buia grotta le di cui pareti grondano acqua, privato dal beneficio dell'aria e senza poter aver comunicazione con alcuno, martoriato da migliaia di zanzare che mi tolgono il riposo, oppresso di denso fumo dell'attigua cucina militare, quando piove, cosa che avviene spesso, in un lago d:acqua che sorge dal suolo e s'intromette di sotto il cancello tanto che bisogna toglierla con le secchie, infermo a letto da più di un mese con febbre e dolori alle giunture, lasciato senza soccorsi necessari e senza persino una persona di fiducia del Comandante per assistermi.
Ti diceva pure che il Signor Comandante ha trasmesso alle autorità in Palermo il certificato del medico che mi ha visitato solo due volte e i rapporti dei diversi ufficiali che vengono in distaccamento in questo forte e ti premuravo di renderne consapevole l'amico che hai incaricato a Napoli d'insistere presso il Governo pel mio richiamo in S. Stefano o almeno pél passaggio in altro forte meno tristo di questo.
Adesso te ne rinnovo le premure e ti raccomando di essere più attivo mentre panni impossibile che il Governo istrutto di quanto io soffra voglia ostinarsi contro le Bue stesse leggi a tenermivi, quando pur ne toglieva i ladri, gli omicidi e i falsari.
Ho pregato il Comandante di farmi dare da padron Gaspare Matera venti piastre per provvedere ai miei bisogni giornalieri ma fino a questo momento non si è benignato neanche rispondermi.
Egli è giusto e gentilissimo ed io ne son contento quanto ne ero con quello della Colombaia e quando non soddisfa alle mie domande bisogna credere che non lo può, affrettati quindi a mandarmi i ducati cento che ripetutamente ti ho chiesto sempre però diretti al prelodato Comandante. Ti dico il vero che la tua indifferenza ai miei bisogni mi sconforta e mi addolora quanto gli stessi patimenti in questo luogo (64).
(64) Le sofferenze rendevano ingiusto il N.; verso i suoi congiunti, che fre­quentemente cercavano fargli pervenire danari ed indumenti. Si conserva nello iteuo incartamento di Polizia, redatto dal Comandante del Bagno Giuseppe Ta-