Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <375>
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La spedizione di Sapri e la prigionia dì G. Nicotera 375
in piedi, tanto l'avevano mal ridotto i cinque mesi di tortura nel­l'altra fossa di S. Caterina.
E Nicolò Botta che lo vide entrare nel carcere, in cui egli stesso languiva, ebbe l'impressione come di uno scheletro cui appena restava la pelle, ma sempre sfavillante come gli era stato descritto.
Narrò ancora lo stesso Botta, insieme ad altri particolari sullo ingresso del Nicotera in S. Giacomo, che la prigione N. 29 assegna­tagli era la peggiore di tutte e che nei momenti di dolore fra i diciotto condannati politici languenti nell'orrido carcere, nelle ore di estrema miseria e disperazione, era unico loro conforto la voce del Nicotera che li esortava alla pazienza e alla rassegnazione incorag­giandoli sempre ad aspettare il giorno della riscossa (71).
Rimase ancora il Nicotera per più di un anno nel nuovo carcere.
Pare che durante la prigionia egli fosse interpellato ed invitato anche dai suoi stessi carcerieri ad implorare grazia al Re di Napoli, ma che, nonostante le atroci pene sopra narrate, rispondesse sempre con un fiero rifiuto (72). Nel periodo di tempo trascorso in S. Gia­como gli fu più agevole di eludere la vigilanza dei suoi custodi, e, servendosi dell'indulgente tramite di un guardiano dello stesso car­cero e del console sardo di Trapani, potè organizzare una attiva corri­spondenza coi suoi amici e specialmente col Mazzini, con Rosalino Pilo e con Enrichetta di Lorenzo, la superstite compagna di Carlo Pisaeane (73).
Il 1 marzo 1860 il nuovo re Francesco II di Borbone, ce volendo esercitare la sovrana clemenza con decreto dato a Napoli, e comu­nicato dal Ministro per gli affari di Sicilia al Luogotenente Generale, il 4 aprile successivo (74), ordinava la liberazione di nove condannati già partecipi all'impresa di Sapri, sudditi sardi o affini, cioè: Gio­vanni Cagnoni, Amilcare Bonomi, Cesare Faridone, Francesco Me-dusei, Felice Poggi, Gaetano Poggi, Domenico Porro, Pietro Rusconi, Carlo Rota, tutti compagni di carcere del Nicotera, ad eccezione del
(71) La narrazione del Botta è riportata dalla MABIO, In memoria di G. N cit., pag. 27, efr, anche F. Pocci, in Dizionario biografico del Risorgimento, cit., ni, pag. 698.
(72) J. MABIO WIIITK, In memoria, cit,, pag. 26, ciò confermò anche Nicolò Botta, F. Pocci, Biografia di G. Nicotera, cit., pag. 698, nell'incartamento di Polizia, che abbiamo consultato, non esiste nessun documento che fornisca lumi intorno a questa circostanza.
(73) Cfr. J. MABIO WHJTE, In memoria, cit., pag. 27.
(74) Nota del Ministro per gli affari di Sicilia in Napoli al Luogotenente Gener. di S. M. in Palermo del 4 aprile *60 con annesso il decreto dì grazia, nella citata busta n. 1481 del Min. Luogotenenziale, Rip. Polizia.