Rassegna storica del Risorgimento
NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno
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1934
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pagina
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377
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ebbe a scorgere i due strani vascelli, sprovvisti di bandiera, naviganti verso la Sicilia e ne traeva come un lieto presentimento.
Cosi egli ne narrò un mese dopo in Palermo: Sentii nel cuore un non so che ed una strana allegria mi prese... Poi quando poco dopo sentii il cannone allora immaginai che legni fossero quei due vapori e pensai subito a Garibaldi (79).
Dopo le prime gloriose vittorie garibaldine, precisamente il 3 giugno 160, la guarnigione borbonica di Favignana abbandonava Pisola e il N. otteneva subito la sospirata liberazione (80).
Appena liberato fu sua prima cura, come ebbe a scrivere al Giornale Poe Unità Italiana a Genova, di organizzare nella isola un comitato liberale e la guardia nazionale, immediatamente dopo si recò a Trapani, per accordarsi col comitato locale, indi ritornò in Favignana a prendere i suoi quindici compagni e gli altri detenuti politici (81).
Otto di tali compagni fecero ritorno in patria imbarcandosi nel vapore il a Virgilio e arrivarono a Genova il 22 giugno del '60 (82).
Gli altri si fermavano in Palermo, libera ormai dal giogo dell'oppressore e presso il comando Garibaldino, nell'antica Regia, ove si eran presentati per offrire ancora una volta il loro braccio nelle future lotte per la completa redenzione della Patria, venivano riconosciuti ed onorati dal Duce liberatore come pionieri dei Mille (83).
Il Nicotera, come è noto, dopo aver conferito col Generale, partiva subito per Genova per rivedere Mazzini.
LUIGI ANTONIO PAGANO
(79) G. THEVELYAN, Garibaldi e i Mille, traci, di B. DobeUi, cit., pag. 298. C. ACBATI, / Mille nella storia e nella leggenda, Milano, Mondadori. 1933, pag. 566.
(80) La MARIO nel cit. volume In memoria di G. Nicotera, pag. 28 accenna ad un ordine spedito da Garibaldi a Favignana per la scarcerazione di Nicotera; questi, invece nella sua lettera del 16 giugno 1860 al Giornale l'Unità Italiana in Genova dice che tutti i. detenuti politici, dopo la partenza delle truppe del presidio di Favignana, furono immediatamente liberati dal popolo. Non mi è riuscito di trovare fra le carte Garibaldine conservate nel R. Archivio di Stato di Palermo l'ordine o decreto emanato in proposito da Garibaldi.
(81) Lettera al Giornale a L'Unità Italiana a Genova (16 .giugno 1860 n. 75).
(82) Cfr. F. POGGI, in Dizion. del Risorgimento Nazionale, cit. Ili, pag. 698, pare, quindi, che il decreto di Francesco H per la liberazione dei sudditi sardi, forse per le sopravvenute vicende rivoluzionarie, non abbia avuto esecuzione.
(83) Il commovente incontro di Garibaldi coi superatiti di Sapri e col Nicotera è descritto dalla MARIO noi più volte citato In memoria di G. Nicotera, pag. 29*32, ove è riportato anche il brano relativo di ALBERTO MARIO in Camicia Rosta. I compagni di Nicotera, superstiti di Sapri, arruolati nei Carabinieri genovesi comandali da Antonio Mosto, combatterono poi eroicamente a Milazzo.